GIAPPONE. È quasi fatta per l’accordo di difesa con il Regno Unito

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Il Consiglio dei Ministri del Giappone ha approvato gli accordi di difesa e la relativa legislazione con il Regno Unito e l’Australia per spianare la strada a una più stretta cooperazione che Tokyo spera possa rafforzare la deterrenza contro la Cina.

«Questi accordi hanno un grande significato in quanto facilitano le esercitazioni congiunte e le operazioni di soccorso in caso di disastri tra le Forze di autodifesa di entrambi i Paesi», ha dichiarato il ministro della Difesa Yasukazu Hamada in una conferenza stampa. Il governo mira a far approvare gli accordi dal Parlamento nella sessione in corso.

Gli accordi di accesso reciproco svolgono un ruolo simile a quello dell’accordo sullo status delle forze tra Giappone e Stati Uniti. Sarebbero i primi accordi di questo tipo stipulati dal Giappone con partner diversi dall’unico alleato americano, consolidando le “quasi-alleanze” che il Paese cerca di costruire.

I trattati allentano i controlli sull’immigrazione – compreso l’obbligo di visto per gli australiani che soggiornano per più di 90 giorni – per le truppe che si recano in visita per esercitazioni congiunte o per soccorrere i disastri. Veicoli, forniture e alcuni oggetti personali potranno essere importati in esenzione dai dazi doganali e le procedure per l’ingresso di armi e munizioni saranno semplificate.

Il primo Ministro giapponese Fumio Kishida ha firmato l’accordo di accesso con il Regno Unito durante un incontro a gennaio con l’omologo britannico Rishi Sunak. Il trattato con l’Australia è stato firmato nel gennaio 2023.

Tokyo ha già accordi di acquisizione e di servizio incrociato con i due Paesi, che consentono la condivisione di carburante e altre forniture, nonché accordi che regolano i trasferimenti di armi e tecnologia. Negli ultimi anni ha anche condotto numerose esercitazioni congiunte bilaterali e multilaterali con entrambi.

Con l’aumentare del rischio di un conflitto a Taiwan, per il Giappone è diventato più importante convincere altri Paesi, oltre agli Stati Uniti, a interessarsi maggiormente alla sicurezza dell’Asia orientale. Tokyo non fa parte di alleanze multilaterali come la NATO, concentrandosi invece sulla cooperazione bilaterale in materia di difesa.

Il Regno Unito, preoccupato per la minaccia militare rappresentata dalla Cina, ha inviato la portaerei Hms Queen Elizabeth nella regione indo-pacifica nel 2021. Sta inoltre collaborando con il Giappone per lo sviluppo di un caccia di nuova generazione.

Anche l’Australia, vicina alle nazioni insulari del Pacifico corteggiate da Pechino, occupa una posizione importante nella strategia indo-pacifica di Tokyo.

Antonio Albanese

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