Chiudono le fabbriche giapponesi in Cina

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Le più grandi società giapponesi (Toyota, Nissan, Honda Mazda Canon Inc.) hanno annunciato la chiusura dei loro stabilimenti in Cina chiedendo ai cittadini nipponici in Cina di restare a casa per paura di nuove più pesanti proteste.

Dopo le recenti proteste per le isole Diaoyu, Tokyo teme una nuova esplosione di violenza il 18 settembre anniversario dell’occupazione giapponese della Cina nel 1931.  Il ministro degli esteri cinese, Hong Lei, ha detto che il governo di Pechino proteggerà gli interessi e i cittadini nipponici e ha chiesto ai protestanti di rispettare la legge.

«È la conseguenza dell’offensiva mossa di acquistare lke isole fatta da Tokyo» ha detto Lei durante una conferenza stampa aggiungendo che «la responsabilità per il caos deve data al Giappone».

Giappone e Cina, il cui interscambio commerciale assomma a 345 miliardi di dollari (dati 2011) sono ai ferri corti per il controllo di un gruppo disabitato di isolette nel Mar cinese orientale, che nascondono nel loro suolo ricchi giacimenti di gas; le recenti proteste sono state scatenate dall’annuncio dell’acquisto da un privato del suolo delle isolo e da parte del governo giapponese. 

Si veda la vicenda nei seguenti servizi Agc Communication: http://www.agccommunication.eu/geopolitica/1300-giappone-cina-proteste.html – http://www.agccommunication.eu/geopolitica/regoledingaggio/1104-portaerei-cinese.html – http://www.agccommunication.eu/geopolitica/1279-diaoyu-inizia-il-pattugliamento-cinese.html – http://www.agccommunication.eu/geopolitica/1066-ancora-braccio-di-ferro-cina-giappone-sulle-isole-diaoyu.html – http://www.agccommunication.eu/geopolitica/1012-isole-contese-tra-cina-e-giappone.html