L’autodifesa collettiva nipponica

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GIAPPONE – Tokyo 26/09/2013. Riconoscendo la necessità di una piena discussione di un cambiamento nella politica di difesa del Giappone, l’amministrazione Abe ritarderà l’approvazione dell’esercizio del diritto di autodifesa collettiva del Paese fino alla prossima primavera o anche più tardi poi.

Stando a quanto riporta l’Asahi Shimbun il 25 settembre citando fonti governative, il primo ministro Shinzo Abe avrebbe inizialmente cercato di cambiare l’interpretazione di tale diritto presente nella Costituzione pacifista del governo al più presto, in un momento successivo il suo comitato consultivo privato ne avrebbe raccomandato lo spostamento in autunno. Ma Abe ha deciso che la proposta del gruppo consultivo dovrebbe essere posta in discussione dopo una sessione straordinaria della Dieta, che si riunirà il prossimo mese per consentire un dibattito completo e ampio sull’argomento. L’esercizio del diritto di autodifesa collettiva, permettendo che la nazione possa prestare aiuto militare ad un alleato sotto attacco, rappresenterà un capovolgimento epocale rispetto alla posizione dei governi precedenti. Anche se è già riconosciuto che il Giappone ha il diritto alla legittima difesa collettiva, i governi precedenti vi si opposero, citando l’articolo 9 della Costituzione, che vieta l’uso della forza all’estero per risolvere le controversie internazionali. New Komeito , il partner di coalizione del Partito Liberal Democratico di Abe , è prudente circa la modifica nella proposta d’interpretazione. «Non dobbiamo andare troppo di fretta», ha detto Natsuo Yamaguchi, leader pacifista New Komeito. Abe ha anche tenuto conto che la sessione della Dieta, piena come è dall’approvazione di una serie di leggi fondamentali, lascia poco tempo al dibattito. Durante la sessione straordinaria della Dieta, i legislatoridovranno discutere una proposta di legge per rafforzare la competitività dell’industria giapponese, un disegno di legge per istituire il Consiglio di Sicurezza Nazionale e un disegno di legge sulla protezione del segreto di Stato. L’amministrazione ha concluso che «non ci sarà l’ambiente adatto per fare la proposta salvo quando la sessione sarà finita», riporta il quotidiano nipponico. Con la rinegoziazione del piano di Abe, il gruppo di studio sulla questione, guidato da Shunji Yanai, ex ambasciatore negli Stati Uniti, è prevista per la metà di dicembre o anche più tardi, dopo la chiusura della sessione Dieta; sarebbe questo il momento per raccomandare la modifica della tradizionale interpretazione dell’articolo 9. Il governo e la coalizione di governo, quindi, discuteranno la questione all’inizio del 2014. La successiva approvazione passerà alla Dieta, sulla base della proposta del gruppo di studio, e probabilmente avverrà nella primavera successiva dopo il disegno di legge di bilancio per l’anno fiscale 2014, il cui iter inizierà nel mese ad aprile 2014. Il gruppo di studio è stato istituito nel 2007, quando Abe era in carica  per la prima volta da primo ministro. Il gruppo ha ripreso i suoi lavori dopo che Abe è tornato al potere con la schiacciante vittoria elettorale dei liberal-democratici. Nella precedente relazione, si propone che alla Self-Defense Force del Giappone dovrebbe essere consentito di contrastare un attacco portato contro una flotta della Marina degli Stati Uniti in mare aperto e di intercettare missili balistici lanciati verso gli Stati Uniti. Il gruppo di studio, poi, dovrebbe raccomandare che le Sdf dovrebbe poter essere impegnate in una più ampia gamma di attività militari rispetto alla sua proposta precedente.