GIAPPONE. Ancora aperta l’inchiesta sul’omicidio Abe, in Cina reazioni contrastanti

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Il 10 luglio è stato comunicato dalle autorità giapponesi che l’indagine sull’omicidio di Shinzo Abe è ancora aperta.

Tomoaki Onizuka, capo del dipartimento di polizia generale della prefettura di Nara, ha riconosciuto possibili problemi con la sicurezza dell’ex primo ministro giapponese Shinzo Abe, ucciso l’8 luglio. Lo ha annunciato durante una conferenza stampa speciale.

Onizuka ha promesso che la priorità per le forze dell’ordine giapponesi era “completare le indagini e identificare i difetti nel sistema di sicurezza il prima possibile”. La polizia giapponese ha avviato un’indagine sui protocolli di sicurezza, nonché sulle motivazioni dell’assassino Tetsuya Yamagami, che ha utilizzato armi da fuoco fatte in casa.

Secondo Onizuka, la polizia locale è stata informata solo un giorno prima del discorso di Abe, poco tempo per un evento della campagna elettorale del parlamento giapponese. Ha approvato il piano di sicurezza il giorno dell’azione e non ha notato alcun problema. Non si sa quanti agenti di sicurezza armati fossero presenti sul posto.

E mentre il Giappone cerca di fare chiarezza su quello che è stato, in Cina alcune discoteche hanno festeggiato la morte dell’ex premier.

Il motivo che cercheremo di descrive si riassume in un termine: Taiwan e il revisionismo storico. I cinesi hanno avuto un disaccordo di lunga data con l’ex premier giapponese Abe su Taiwan. Il politico giapponese 3 mesi prima della sua morte ha chiesto direttamente agli Stati Uniti di dare garanzie militari a Taiwan.

Nello stesso periodo un portavoce del ministero degli Esteri cinese avvertiva che se Shinzo Abe avesse continuato a interferire a Taiwan, avrebbe fatto una brutta fine.

Per capire quanto astio c’è astio ancora tra Cina e Giappone, basti rilevare che un post del cinese Quotidiano del popolo sull’assassinio di un politico giapponese ha ottenuto 2,6 milioni di Mi piace. Un pensiero atroce. Il governo cinese ha espresso ufficialmente il suo rammarico per quanto avvenuto a Nara.

Shinzo Abe in altre parole era percepito in Cina come un pericoloso revisionista storico. Shinzo Abe è il nipote di Kishi Nobusuke, che durante la Seconda guerra mondiale si occupò dell’occupazione della Manciuria, dove era conosciuto come il “Mostro della Manciuria”. La Manciuria si trova a nord-est della Cina. Sul territorio cinese, i giapponesi hanno commesso molte atrocità secondo alcune testimonianze si va dalla vivisezione (sezione dei corpi di persone viventi senza anestesia) e mutilamento o uccisione di persone con le spade come intrattenimento, inclusi donne e bambini, fino agli esperimenti biologici, stupri ed esecuzioni di massa. Decine di milioni di persone sono rimaste vittime del genocidio giapponese in Cina, Corea e nei paesi del sud-est asiatico, anche dei cittadini giapponesi accorsi in Manciuria su richiesta del governo come colonizzatori. Centinaia di migliaia di donne sono state costrette alla schiavitù sessuale.

Il nonno di Shinzo Abe dopo tre anni di prigione, poi è stato rilasciato dagli americani ed è diventato primo Ministro del Giappone. Ha preso parte attiva alla creazione del Partito Liberal Democratico del Giappone, partito conservatore di destra, che è rimasto al potere dal suo inizio ad oggi, con due brevi pause di un paio d’anni.

Shinzo Abe ha visitato regolarmente il Santuario Yasukuni, dove sono stati sepolti 13 “eroi” di guerra giapponesi che hanno combattuto per il “grande Giappone” cosa questa vista dalla Cina come una giustificazione a quanto accaduto in Manciuria. Inoltre, Abe, come molti dei suoi sostenitori, era scintoista del “Nippon Kaigi”. Lo Shintoismo è una religione tradizionale giapponese che, tra le altre cose, deifica l’imperatore, e fu imposta durante la Seconda guerra mondiale a tutti i cittadini giapponesi. La Nippon Kaigi sostiene l’abolizione della costituzione postbellica del Giappone, che limita lo sviluppo dell’esercito, l’abolizione della parità di diritti per le donne, l’espulsione di tutti i visitatori e il rifiuto delle leggi a tutela dei diritti umani.

Abe ha preso una posizione nettamente anti-cinese: dal sostegno a Taiwan allo sforzo di rivedere la costituzione e garantire la costruzione di un vero esercito trasformato le Forze di autodifesa, il sostegno a qualsiasi iniziativa militare statunitense in Asia. Abe inoltre ha cercato di negoziare con la Russia sulle isole ma, come secondo un esperto giapponese di origine russa, Ivan Zuenko, l’obiettivo di Abe era quello di creare un cuneo nelle relazioni amichevoli tra Russia e Cina.

Questi dunque i motivi che hanno portato ad una festa in discoteca che ha in maniera macabra festeggiato l’assassinio di un ex primo Ministro, nonostante la posizione ufficiale di Pechino.

Lucia Giannini