GERMANIA. Niente birra senza agricoltori!

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Gli agricoltori tedeschi hanno bloccato l’8 gennaio le strade con i trattori, dando il via a una settimana di proteste contro il progetto di eliminare gradualmente i sussidi agricoli con un’azione a livello nazionale che i ministri hanno avvertito potrebbe essere cooptata dall’estrema destra.

Convogli di trattori e camion, alcuni adornati con striscioni di protesta con la scritta “Niente birra senza agricoltori” e manifesti del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), si sono radunati sulle strade tedesche con temperature sotto zero prima dell’alba. A Berlino una fila di decine di trattori ha bloccato il viale principale che porta alla Porta di Brandeburgo, riporta Reuters.

Il vicecancelliere Robert Habeck dei Verdi, il cui ritorno dalle vacanze la scorsa settimana è stato interrotto da agricoltori infuriati che cercavano di assaltare il traghetto su cui si trovava, ha avvertito in un videomessaggio che il diritto di protesta degli agricoltori potrebbe essere sfruttato da gruppi marginali: «Circolano appelli con fantasie di golpe, si formano gruppi estremisti e vengono apertamente esposti simboli etnico-nazionalisti», ha detto Habeck.

La polizia ha affermato che le strade e gli svincoli autostradali sono stati bloccati in più località a livello nazionale, compresi diversi valichi di frontiera con la Francia, causando ingorghi durante le ore di punta mattutine.

Gli agricoltori affermano che i piani del governo per porre fine a due agevolazioni fiscali, che attualmente consentono loro di risparmiare circa 900 milioni di euro all’anno, li costringeranno a chiudere l’attività.

Il governo di coalizione è stato costretto a trovare miliardi di risparmi nel suo bilancio 2024 dopo che una sentenza del tribunale di novembre ha fatto strame dei suoi precedenti piani di spesa.

Ma gli agricoltori sostengono che il peso di questi tagli è stato ingiustamente affidato a loro e hanno promesso di bloccare le principali vie di traffico e logistiche per una settimana, affermando che la fine delle agevolazioni fiscali porterà le aziende agricole alla chiusura dell’attività.

Un sondaggio condotto dall’emittente pubblica ntv ha mostrato un forte sostegno pubblico alle proteste, con il 91% degli intervistati che le ritiene giustificate.

La reazione negativa degli agricoltori la scorsa settimana ha spinto la coalizione del Cancelliere Olaf Scholz ad apportare modifiche inaspettate al bilancio, inclusa la modifica dei piani per tagliare i sussidi all’agricoltura.

Invece di porre fine bruscamente allo sgravio fiscale degli agricoltori sul diesel agricolo, il sussidio sarà ridotto del 40% quest’anno, del 30% nel 2025, e terminerà a partire dal 2026.

Gli agricoltori sostengono che ciò non sia sufficiente, ma un portavoce del governo ha detto lunedì che il governo non sta prendendo in considerazione ulteriori cambiamenti: ”Alla fine, il governo deve decidere e deve aprire la strada, e questo non può sempre soddisfare tutti”, ha detto il portavoce.

Il partito di opposizione AfD sostiene la protesta degli agricoltori: ”Il governo tedesco sta dimenticando le numerose e difficili conseguenze della sua politica di deindustrializzazione”, si legge in un comunicato del partito, aggiungendo che l’AfD è “pronta ad assumersi la responsabilità” nell’interesse della gente.

Il capo dell’associazione tedesca degli agricoltori DBV ha tuttavia espresso la preoccupazione che gli attivisti di estrema destra possano sfruttare le proteste per i propri fini.

L’AfD è cresciuto da partito anti-euro sulla scia della crisi del debito europeo a una grande forza di opposizione alimentata dalla retorica anti-immigrazione.

Secondo il sondaggio settimanale dell’INSA, il partito è attualmente al 23%, ampiamente davanti ai socialdemocratici di Scholz e ai suoi due partner di coalizione, i Verdi e i Liberi Democratici. La CDU ha il 31% dei consensi.

Luigi Medici 

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