GERMANIA. Ecco cosa farà Berlino se Mosca chiude il rubinetto del gas

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Berlino si starebbe preparando ad un arresto improvviso delle forniture di gas russo con un pacchetto di emergenza che potrebbe includere la presa di controllo delle aziende strategiche.

Stando a Reuters, i preparativi condotti dal ministero dell’Economia mostrano l’accresciuto stato di allerta sulle forniture del gas, fondamentale per la produzione di acciaio, plastica e automobili. Il gas russo ha rappresentato il 55% delle importazioni tedesche l’anno scorso e Berlino ha subito pressioni per allentare la relazione commerciale che serve a finanziare la guerra della Russia in Ucraina. La Germania ha detto di volerlo fare, ma sarà dipendente da Mosca per il gas fino alla metà del 2024.

Il governo è determinato ad prevedere come bloccare le conseguenze di un improvviso taglio del gas da parte russa.

Il governo sosterrebbe la concessione di ulteriori prestiti e garanzie per sostenere le aziende energetiche, aiutandole a far fronte all’impennata dei prezzi, e potrebbe prendere sotto la sua ala le aziende più in crisi, come le raffinerie.

Il mese scorso, Berlino ha approvato un cambiamento legale che le permette di prendere il controllo delle compagnie energetiche come ultima risorsa. Ora sta discutendo su come potrebbe mettere la regola in pratica; ad esempio prendendo il controllo della raffineria Pck gestita da Rosneft a Schwedt vicino alla Polonia. L’impianto rappresenta la maggior parte delle restanti importazioni di petrolio russo della Germania e potrebbe essere colpita da un embargo petrolifero dell’Unione Europea. La nazionalizzazione dovrebbe essere giustificata sulla base della sicurezza delle forniture energetiche piuttosto che per punire la Russia.

La Germania potrebbe anche assumere partecipazioni in altre società. Ma il pacchetto finale di emergenza del governo non è ancora stato definito.  La Germania starebbe anche esaminando come razionare il gas in caso di emergenza. Il suo regolatore sta considerando se dare la priorità all’industria rispetto alle famiglie, il che sarebbe un’inversione della politica attuale in cui le imprese sarebbero state danneggiate per prime.

Gazprom ha fermato le esportazioni di gas a Polonia e Bulgaria il mese scorso dopo che i due paesi si sono rifiutati di pagare in rubli, ma il Cremlino ha respinto le accuse della Commissione europea che Mosca stava usando le forniture di gas naturale come ricatto. Il Cremlino e Gazprom hanno ripetutamente detto che la Russia era un fornitore di energia affidabile.

Dopo aver appoggiato con esitazione le sanzioni su carbone e petrolio, Berlino vuole ora tracciare una linea, perché la Germania sta raggiungendo il limite delle sanzioni che potrebbe imporre senza innescare una spirale economica, con anche quelli della coalizione di governo che sostengono con tutto il cuore la penalizzazione di Mosca, diffidenti nell’imporre sanzioni sul gas.

Luigi Medici