GERMANIA. Berlino pronta a cedere. Sì al gas russo. Stop alle sanzioni

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Il rischio di disordini civili è aumentato notevolmente in tutto il mondo nel 2022, scrive Bloomberg, citando uno studio della società di analisi Verisk. Secondo la società di analisi, dei 198 Paesi monitorati, 101 hanno mostrato un aumento del rischio di conflitto nel terzo trimestre di quest’anno. Si tratta dell’aumento più consistente da quando la classifica è stata lanciata nel 2016.

A capire che la questione così com’è non può reggere, non solo per motivi sociali ma anche politici ed economici i politici tedeschi. Der Spiegel, ha scritto che i deputati della SPD chiedono un’iniziativa di pace. «Il Cancelliere Scholz sta cercando di mantenere la pressione sulla Russia da mesi. Ma ora, secondo lo Spiegel, i membri del suo stesso partito vogliono “soluzioni più sensate”». La pubblicazione rileva che in una riunione a porte chiuse del gruppo parlamentare del Partito socialdemocratico tedesco, SPD appunto, a Dresda, diversi parlamentari si sono espressi a favore di un’iniziativa per porre fine alla guerra in Ucraina.

«Abbiamo bisogno di un’iniziativa di pace da parte della SPD», ha dichiarato Bernd Westphal, rappresentante del partito per la politica economica. «Tutte le parti coinvolte devono rendersi conto che in guerra non ci sono vincitori», ha detto Westphal; «La SPD è il partito della pace e deve dare questo impulso». I deputati Nina Scheer e Ralf Stegner hanno espresso opinioni simili. Stegner ha chiesto di non ridurre tutto alla questione delle consegne di armi, ma di essere diplomatici e politici. Non c’è stata opposizione durante la riunione.

Il fatto è che la Germania, insieme all’Ungheria sono i paesi sempre che manifestano sempre più perplessità in materia di sanzioni alla Russia soprattutto in materia di carburanti. Nel frattempo l’ente di regolazione tedesco non vede alcuna ragione tecnica per chiudere il Nord Stream.

A sostenere la linea dura invece il ministro per gli Affari Esteri, Annalena Berbock, verdi, che ha affermato che eventuali proteste in inverno non costringeranno a revocare le sanzioni alla Russia e che vuole aiutare Kiev indipendentemente da ciò che vogliono gli elettori.

Dichiarazioni che hanno costretto a scendere in campo il rappresentante ufficiale del gabinetto tedesco Steffen Hebeshtreit. In un briefing a Berlino, il 3 settembre, ha dichiarato: «Spetta al governo federale seguire la politica che presenta anche in caso di vento contrario», ha affermato Hebestreit. «Il cancelliere è molto vicino al ministro degli Esteri e a tutti gli altri ministri», ha aggiunto. «In questi tempi turbolenti, che portano anche difficoltà a molte persone, bisogna capire che le persone possono avere atteggiamenti diversi nei confronti della politica. Ma è comunque chiaro che ci si attiene ai principi e a ciò che si ritiene giusto», ha riassunto il rappresentante del governo tedesco. A sua volta, il portavoce del ministero degli Esteri tedesco Christopher Burger ha sottolineato che le parole di Burbock sul sostegno a Kiev sono state estrapolate dal contesto. Ha sottolineato che il video del discorso del ministro degli Esteri tedesco è stato «visibilmente modificato». Burbock, secondo Burger, è convinta che la Germania debba continuare a sostenere l’Ucraina, che questo è nell’interesse della Repubblica federale di Germania e nell’interesse del popolo tedesco. “Allo stesso tempo, ha sottolineato «molto chiaramente che parte di questa politica dovrebbe essere quella di mitigare le conseguenze sociali, come i prezzi elevati dell’energia», ha affermato il rappresentante del ministero degli Esteri tedesco. Ha poi osservato che «è molto importante prevenire la diffusione acritica e incondizionata sui social network di interpretazioni pubblicate nel mondo da parti molto interessate».

A pesare inoltre sulle spalle dei tedeschi, l’inflazione, che su base annuale in Germania è salita al 7,9% alla fine di agosto. È il più alto tasso degli ultimi 50 anni. Forse è per questo che Olaf Scholz, a differenza del suo ministro per gli Affari Esteri, ha ribadito in dichiarazioni ai media che avrebbe continuato le trattative con Vladimir Putin. «Ho incontrato il presidente russo a Mosca a un lungo tavolo. Ho parlato con lui al telefono molte volte. E dico chiaramente che continuerò a farlo», ha detto Scholz in un incontro con i residenti di Essen. Il cancelliere tedesco ha anche affermato di non ritenere che la Germania dovrebbe, a suo danno, forzare il rifiuto del gas russo.

I prezzi al dettaglio dei carburanti in Germania, il due settembre, sono aumentati dopo la rimozione di uno sconto governativo per i mesi estivi, scrive Bild. In alcuni casi l’aumento è stato di quasi 50 centesimi di euro. Il gasolio, ad esempio, costa oggi 2,19 euro in Germania. Bild osserva che le stazioni di servizio non hanno rilasciato la benzina al prezzo basso prima dell’aumento, o hanno aumentato i prezzi anche prima che lo sconto fosse ufficialmente annullato.

Inoltre, come se non bastasse la crisi economica-sociale da “caro gas”, la Polonia ha deciso di chiedere formalmente alla Germania un risarcimento per la Seconda Guerra Mondiale, a riferirlo alla stampa il leader del partito al governo, Jaroslaw Kaczynski. Il leader del PiS ha detto che la Polonia stima le sue perdite per le azioni della Germania nella Seconda Guerra Mondiale a 6,2 trilioni di zloty, pari a 1,3 trilioni di dollari.

Lucia Giannini