GERMANIA. Banditi tre gruppi vicini a Hezbollah a causa degli scontri in Medio Oriente

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A fronte delle violenze attualmente in corso in Medio Oriente, il governo tedesco ha comunicato che bandirà tre gruppi vicini a Hezbollah, il movimento libanese che si oppone ad Israele. Lo riferisce il The New Arab.

Il ministro dell’Interno, Horst Seehofer, in un tweet ha dichiarato: «I tre gruppi che abbiamo bandito sono sospettati di raccogliere fondi per le famiglie dei combattenti dell’organizzazione terroristica di Hezbollah uccisi. Hezbollah, radicato nella comunità sciita del Libano, ha stretti legami con l’Iran ed è un nemico dichiarato di Israele. Chi sostiene il terrorismo non sarà al sicuro in Germania. Indipendentemente dalla forma che assumerà il sostegno, non troveranno alcun posto in cui ritirarsi nel nostro paeseı».

Media tedeschi hanno riferito che le operazioni di ricerca degli uomini dell’organizzazione sono avvenute in diversi paesi: Amburgo, Brema, Assia, Bassa Sassonia, Nord Reno-Westfalia e Schleswig-Holstein. I funzionari della sicurezza tedesca stimano che ci siano circa 1.000 i sostenitori di Hezbollah presenti in Germania.

Israele, e gran parte dell’Occidente, considera Hezbollah un gruppo terroristico. Lo scorso anno, anche la Germania lo aveva inserito nella lista nera, vietando le attività dell’ala politica di Hezbollah in Germania. La mossa fu accolta favorevolmente da Stati Uniti e Israele. Fondato negli anni ’80 per combattere l’occupazione israeliana del Libano meridionale, il gruppo terroristico è diventato il principale rappresentante regionale dell’Iran, con agenti in Siria, Iraq e Yemen. Unica fazione libanese ad aver conservato le sue armi dopo la guerra civile del 1975-90, Hezbollah oggi dispone di un arsenale più potente di quello dell’esercito libanese.

L’offensiva israeliana a Gaza ha molti occhi puntati sul confine libanese per una reazione di Hezbollah, ma gli osservatori sostengono che è improbabile che il movimento sostenuto dall’Iran rischi un conflitto a tutto campo.

Gli scontri avvenuti nei giorni scorsi alla frontiera hanno surriscaldato gli animi ma, con il Libano in ginocchio e in mezzo ad una profonda crisi politica ed economica, il gruppo sciita sembra essere intenzionato ad astenersi dal dare vita ad una nuova escalation di violenza.

Ma di fronte ai nuovi episodi violenti scoppiati nella regione, come la manifestazione filo-palestinese svoltasi a Berlino che ha provocato scontri e arresti e le bandiere israeliane bruciate davanti alle sinagoghe di Bonn e Münster, le autorità tedesche si sono mostrate preoccupate. A ribadire la preoccupazione è stata anche la portavoce della cancelliera Angela Merkel, che ha dichiarato: «La nostra democrazia non tollererà manifestazioni antisemite».

Coraline Gangai