Gazprom, South Stream sullo scacchiere europeo

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RUSSIA – Mosca. Gazprom procede la sua lunga marcia per la costruzione del gasdotto South Stream, dopo aver aggirato la Croazia ora ha stretto un accordo con la Slovenia per aggirare questa volta l’Ucraina. 

L’obiettivo è entro il 2013 di collegare la Russia al centro Europa. Gazprom in altre parole vuole evitare ulteriori conflitti e problemi giuridici con l’UE prima del varo del terzo pacchetto energia.

Le scelte della compagnia di bandiera Russa non sorprendono, la Croazia, infatti, è stata molto attiva nella progettazione la costruzione di un terminale di importazione del gas naturale liquefatto sulle sue rive, un progetto che rafforzare la sua indipendenza energetica dalla Russia e, eventualmente, trasformare la Croazia in un polo energetico dei Balcani, normale dunque che Mosca abbia tagliato la Croazia ed abbia invece stretto accordi con l’Ungheria che ha autorizzato il gigante russo dell’energia a mantenere la sua influenza sugli stati di transito lungo le rotte degli oleodotti strategici per l’Europa. Anche la Bulgaria è entrata nella rotta del gasdotto aggiudicandosi l’11% di sconto sul prezzo finale.

Il Direttore generale del Fondo per la sicurezza energetica nazionale Konstantin Simonov ha dichiarato a la Voce della Russia: «Il South stream per la Russia è un progetto significativo in cui la Gazprom investe molte energie. Lo sconto sul gas in questo «gioco» è un asso importante. Dobbiamo fare come dice l’UE, allineare il prezzo del gas. Per Polonia e Bulgaria gli sconti sono stati più alti rispetto a Germania e Italia e se si raggiungono compromessi sul prezzo, allora meglio ricevere in cambio un guadagno reale».