G20. Il nuovo approccio diplomatico del Mandarino Xi Jinping

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Il Presidente cinese Xi Jinping è tornato a mostrarsi in pubblico al G20 di Bali, impegnato anche in una raffica di incontri a margine del vertice.

Sembra che abbia tenuto un nuovo atteggiamento più diplomatico, più mite, se vogliamo, rispetto alla diplomazia da “guerriero lupo” precedente, riporta Nikkei.

Vittorioso al recente congresso del Pcc, Xi ha mano libera per tracciare una nuova politica estera senza doversi chiedere se appare troppo debole agli occhi dei rivali di partito. «La Cina apprezza la recente volontà dell’Australia di migliorare e sviluppare le relazioni bilaterali», ha dichiarato martedì Xi al premier australiano Anthony Albanese. Secondo i media statali cinesi, le due parti hanno un enorme potenziale di cooperazione economica e commerciale.

La stretta di mano tra i due leader segna un punto di svolta per le relazioni, che si sono inasprite nei primi giorni della pandemia, quando la Cina ha risposto furiosamente alla proposta australiana di aprire un’indagine internazionale sulle origini del Covid 19. Le rappresaglie reciproche portarono Canberra a firmare l’Aukus.

Xi ha detto chiaramente di voler voltare pagina: «Le relazioni Cina-Australia hanno incontrato difficoltà negli ultimi anni, che entrambe le parti non vogliono vedere (…) Migliorare e far progredire le relazioni bilaterali non solo serve agli interessi fondamentali dei rispettivi popoli ma favorisce anche la pace e lo sviluppo della regione Asia-Pacifico e del mondo in generale», ha affermato Xi. Non c’è mai stato un conflitto di interessi tra Cina e Australia, ha sottolineato il leader cinese. I due Paesi hanno strutture economiche altamente complementari ed entrambi sostengono i principi della Carta delle Nazioni Unite, ha aggiunto.

È stata la prima volta in sei anni che Xi si è seduto a un tavolo con un primo Ministro australiano per un incontro ufficiale. Martedì Xi ha anche incontrato per la prima volta il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol. Il leader cinese ha espresso interesse per il “piano audace” della Corea del Sud, che offre aiuti economici alla Corea del Nord, se questa si presenterà al tavolo dei negoziati. Xi ha detto che sosterrà il piano e collaborerà alla sua realizzazione se la Corea del Nord accetterà l’offerta. Xi ha detto che la Cina accelererà i negoziati per un accordo di libero scambio, come ha riferito la televisione di Stato Cctv.

Uno dei motivi per cui Xi sta cercando un ambiente più calmo in politica estera è che non può permettersi distrazioni dal suo programma nazionale di “prosperità comune”.

La politica economica da lui firmata mira a ridurre le disuguaglianze di reddito e a dividere meglio la ricchezza interna, ma è certo che sarà impopolare tra i cinesi ricchi. L’approccio guidato dalla politica è un allontanamento dal percorso tradizionale di lasciare che i meccanismi di mercato funzionino nell’economia cinese e ha spaventato gli investitori.

Anche con gli States, la musica è cambiata: il fatto che Xi abbia trascorso più di tre ore con Joe Biden indica che Pechino vuole affrontare molte delle questioni controverse tra le due parti ed evitare malintesi. Il fatto che il Partito Democratico di Biden abbia ottenuto risultati migliori del previsto alle elezioni di midterm statunitensi – e che i candidati sostenuti da Trump non abbiano avuto successo – potrebbe aver convinto la parte cinese a impegnarsi più a fondo con il team di Biden.

C’è quindi lo sforzo comune per raggiungere una sorta di equilibrio diplomatico. Washington ha comunque pronto anche il bastone casomai servisse verso Pechino: l’accordo con l’Indonesia di cooperazione marittima, visto che Giacarta gestisce le principale strozzature delle rotte marittime globali.

Antonio Albanese

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