Fyrom, ufficialmente in South Stream

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FYROM – Skopje. 16/06/13. Avverrà la prossima settimana la firma dell’accordo bilaterale tra Russia e Macedonia per l’ufficializzazione dell’entrata di quest’ultima nel progetto South Stream, come ha rivelato il quotidiano macedone Utrinski Vesnik. In onore del Saint Petersburg International Economic Forum, che si tiene tra il 20 e il 22 Giugno, il Primo Ministro macedone Nikola Gruevski si recherà nella città russa per concretizzare il progetto avviato la scorsa estate.

 

Nel luglio 2012 infatti, i due paesi erano giunti all’accordo per il prolungamento del cosiddetto gasdotto “Ortodosso” verso Fyrom (Macedonia), includendo di conseguenza il Kosovo e il Montenegro. A sei mesi dall’inizio dei lavori, il South Stream può ora organizzare l’estensione nei Balcani, tramite l’accordo che avverrà la prossima settimana. Ciò rappresenta un significativo passo avanti per il gasdotto, in quanto garantisce a Fyrom (Macedonia) un’importante stabilità energetica con prezzi accessibili, e la diffusione e il consolidamento del potere russo nell’area balcanica.

Il prolungamento del South Stream è stato deciso in concomitanza con la firma dell’accordo con la Serbia e la Bosnia-Erzegovina da parte dei russi, avvenuta venerdì 14 Giugno, con cui le due parti hanno ridefinito ufficialmente la traiettoria del gasdotto, esprimendo la partecipazione attiva dei governi serbo e bosniaco. Il consolidamento del progetto non può che preoccupare i paesi aderenti al TAP, il maggior rivale dell’area mediterranea per la suddivisione di gas in Europa. I russi continuano a portare avanti il gasdotto, sia dal punto di vista delle infrastrutture, sia ampliando la rete degli stati che ne fanno parte e su cui transitare. Il South Stream crea sempre più problemi per l’indipendenza energetica dell’Unione Europea, prevedendo il trasferimento di 63 miliardi di metri cubi di gas annui in Austria, che attraverso il fondale del Mar Nero, passa per Bulgaria, Serbia, Ungheria, e adesso anche Macedonia e Kosovo, arrivando in Slovenia e in Italia il tutto alle dipendenze della madre Russia.