FRANCIA. Piloti militari senza ore di volo

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Il 3 novembre un parlamentare francese ha riferito di una preoccupante mancanza di addestramento per i piloti di caccia Rafale. Un rapporto sulle sfide che l’aviazione francese dovrà affrontare nel 2023 ha rivelato un preoccupante divario di addestramento sia per i piloti di caccia che per i piloti di trasporto.

Nel suo rapporto, il deputato Frank Giletti, deputato del Rassemblement National, ha spiegato che i piloti di caccia dovrebbero avere solo 147 ore di volo nel 2023, rispetto alle 162 del 2022. Questo è al di sotto degli standard NATO, che richiedono che un pilota da combattimento effettui almeno 180 ore di volo all’anno: «Questo deficit di addestramento è particolarmente dannoso dato che l’attuale contesto strategico richiede una maggiore prontezza operativa da parte dei nostri aviatori», ha commentato Giletti.

In risposta, il ministero francese delle Forze armate (cioè la Difesa) ha affermato che la mancanza di tempo di volo era dovuta al livello di manutenzione dell’aeromobile. La relazione del parlamentare arriva nel momento in cui a livello NATO si è deciso di implementare la presenza militare ai confini con la Russia.

Il raggruppamento Nato vicino ai confini della Russia è cresciuto di 2,5 volte da febbraio, superando le 30mila persone, a breve potrebbe aumentare ancora di più. La NATO sta istituendo nuove task force di battaglioni multinazionali in Europa in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia.

In una recente esercitazione, comunque, gli Eurofighter Typhoon francesi e gli F-35B della Royal Air Force britannica, RAF, hanno svuotato le scorte di missili AIM-132 ASRAAM (Advanced Short-Range Air-to-Air Missile) che saranno presto sostituiti da modelli più moderni. L’obiettivo era quello di “sviluppare” la fiducia dei piloti e di immergerli in una situazione di combattimento reale.

Secondo Giletti, relatore del parere sugli stanziamenti per l’Aeronautica e lo Spazio per il 2023, i piloti francesi hanno invidiato le loro controparti britanniche, poiché le opportunità di lanciare missili aria-aria sono rare.

In primo luogo, Giletti ritiene che, in vista di un impegno ad alta intensità e del logoramento osservato durante la guerra in Ucraina e le recenti esercitazioni, il formato “Rafale Air” dovrebbe essere aumentato a 225 velivoli, invece di 185, come previsto dall’attuale legge di programmazione militare, per guadagnare credibilità. «Solo questo formato permetterebbe di salvaguardare i velivoli dedicati alla deterrenza nucleare, dando al contempo alle forze aeree e spaziali la capacità di svolgere appieno le altre missioni», sostiene Giletti.

Inoltre, ha osservato che il cosiddetto “equipaggiamento di missione” è «largamente insufficiente in numero, anche se è essenziale per il corretto svolgimento delle missioni di combattimento». Ad esempio, «l’attuale basso numero di pod di designazione laser – circa 30 oggi per l’aeronautica e la marina, 67 entro il 2025 – significa che gli aviatori devono montare e smontare questi pod da un aereo all’altro», ha osservato Giletti.

Infine, è necessario «aumentare in modo significativo le scorte di missili, in particolare i missili aria-aria Mica e Meteor». Ciò è tanto più vero, sostiene, perché «l’attuale dotazione di missili è così scarsa che gli aviatori possono sparare solo una volta in addestramento in tutta la loro vita di volo».

Inoltre, ha proseguito il parlamentare, «è anche noto che gli aviatori francesi potrebbero essere stati limitati dal livello delle scorte di munizioni durante alcuni impegni. Questo è ovviamente insostenibile in un conflitto ad alta intensità».

Detto questo, a parte le opportunità per i piloti dell’EAF di sparare missili aria-aria come parte della loro preparazione operativa, Giletti ha espresso preoccupazione per la drastica riduzione del numero di ore di volo che devono effettuare ogni anno. Ciò era stato previsto dal generale Frédéric Parisot, comandante in seconda dell’aeronautica militare francese durante un’audizione parlamentare a luglio scorso. Ciò è dovuto alla vendita di un totale di 24 Rafale a Grecia e Croazia e al ritiro dei Mirage 2000C.

Lucia Giannini