FRANCIA. Parigi apre all’autonomia della Corsica. Un’opportunità anche per rafforzare i legami con la Sardegna

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La Corsica si prepara a vivere una delle trasformazioni istituzionali più importanti della sua storia contemporanea. Il Parlamento francese ha infatti avviato il percorso che potrebbe portare l’isola ad ottenere un ampio status di autonomia, riconoscendole maggiori poteri amministrativi e legislativi pur rimanendo parte integrante della Repubblica francese. 

Non si tratta di un percorso verso l’indipendenza. La riforma punta invece a riconoscere le peculiarità storiche, culturali e linguistiche della Corsica, attribuendole competenze più estese in diversi settori, sul modello delle autonomie territoriali presenti in altri Paesi europei. La riforma prevede che l’autorità isolana possa adottare alcune leggi nazionali alle proprie esigenze locali ed ottenere maggiori competenze in materie come urbanistica, gestione del territorio, edilizia e altri ambiti amministrativi. Difesa, politica estera, giustizia, polizia, moneta e sovranità rimangono però competenza dello Stato francese.

Dopo le violente proteste, nel 2023 il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso autonomia ai corsi. Lo scorso 26 giugno il disegno di legge è passato alla Camera bassa con 271 voti favorevoli, 202 contrari e 64 astenuti. Ad ottobre 2026 passerà al Senato, composto tuttavia da una maggioranza conservatrice fortemente critica sulla cessione di un’autonomia all’isola; dopodiché, si passerà alle successive procedure previste per una modifica della Costituzione francese. Il leader nazionalista corso e presidente del consiglio esecutivo dell’isola Gilles Simeoni ha definito il voto un passaggio storico verso una maggiore autonomia, ma ha ribadito che l’obiettivo della riforma è un’“autonomia della Corsica nella Repubblica francese”, non la secessione.

L’autonomia della Corsica non rappresenta soltanto una novità istituzionale francese, ma anche l’opportunità di rafforzare un legame con la Sardegna che affonda le proprie radici nella storia e che continua ancora oggi a guardare al futuro con interessi e prospettive comuni. Per i sardi, e in particolare per gli abitanti dell’Arcipelago di La Maddalena, questa novità assume un significato particolare. Le due isole, separate da appena dodici chilometri di mare nelle Bocche di Bonifacio, condividono infatti una storia millenaria fatta di scambi, migrazioni e rapporti familiari.

La Maddalena conserva ancora oggi profonde radici corse. Gran parte delle famiglie che popolarono l’arcipelago tra il XVII e il XVIII secolo provenivano infatti dalla Corsica, soprattutto dall’area di Bonifacio. Furono proprio i pastori corsi che, attirati dalla diffusione dell’agricoltura su terreni pianeggianti, attraversarono il mare per insediarsi stabilmente nell’isola. Anche il dialetto maddalenino deriva in larga misura dal corso meridionale, rappresentando ancora oggi una delle testimonianze più evidenti di questo patrimonio comune.

Negli anni il rapporto tra le due sponde non si è mai interrotto. I collegamenti marittimi, le collaborazioni culturali, la tutela condivisa dell’ambiente marino e il gemellaggio tra La Maddalena e Ajaccio hanno consolidato quella che molti definiscono una vera e propria sorellanza tra le due isole. 

L’eventuale approvazione definitiva della riforma francese potrebbe dunque rappresentare un’ulteriore occasione per rafforzare questa cooperazione. Una Corsica dotata di maggiore autonomia potrebbe infatti dialogare con ancora più efficacia con la Sardegna su temi strategici come trasporti, turismo, tutela del mare, sviluppo economico, energia e valorizzazione delle identità linguistiche e culturali. Non è un caso che l’Assemblea della Corsica abbia già proposto il rilancio del Consiglio permanente corso-sardo, organismo nato per coordinare le politiche comuni delle due isole. Inoltre, lo scorso giugno, Sardegna e Corsica hanno presentato congiuntamente al Comitato di cooperazione frontaliera italo-francese del Trattato del Quirinale una serie di proposte per rafforzare i collegamenti marittimi e aerei, creare un sistema condiviso di continuità territoriale e istituire un Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT), a conferma della volontà di costruire strategie comuni per lo sviluppo del Mediterraneo occidentale.

L’obiettivo è costruire una vera alleanza mediterranea su temi strategici, valorizzando al tempo stesso quella sorellanza storica che unisce da secoli Corsica e Sardegna, con la Maddalena come ponte naturale tra le due comunità.

Cristina Uccello

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