FMI: crescita globale a rischio

29

USA – New York. Christine Lagarde, il numero uno del Fondo monetario internazionale all’Economic Club di New York ha azzerato le previsioni in materia di crescita economica globale.

A quanto pare, per il 2013 e per il 2014 visti i tagli alla spesa degli Stati Uniti e la grande depressione europea non fanno presagire nulla di buono. Anche se le prospettive economiche sono migliorate negli ultimi mesi con una dissolvenza di rischi finanziari, l’Europa e la crisi economica nel Vecchio continente spaventano. Lagarde ha citato due spauracchi Cipro e lo stallo politico italiano. Migliorano invece le previsioni per il Giappone. Di fatto l’FMI promuove a pieni voti la scelta aggressiva della BoJ e la sua politica monetaria, che secondo l’FMI servirà a stimolare la crescita e contribuire a sconfiggere la deflazione.

«Prospettive economiche globali sono migliorate, ma la strada della ripresa nelle economie avanzate rimarranno irregolari», ha scritto l’FMI  nel suo periodico World Economic Outlook pubblicato prima delle riunioni nel corso della settimana di leader finanziari mondiali.

L’FMI ha tagliato la sua previsione per il 2013 attestando la crescita globale al 3,3 per cento, in calo rispetto la sua proiezione gennaio del 3,5 per cento. E ha anche tagliato la sua previsione per il 2014, al 4,0 per cento dal 4,1 per cento.

Una prospettiva più contenuta per gli Stati Uniti e per la zona euro ha portato ad abbassare le sue previsioni per le economie avanzate al 1,2 per cento per il 2013, mentre ha mantenuto la sua previsione per il 2014 al 2,2 per cento.

Giù anche le sue previsioni per la crescita delle economie emergenti fissate al 5,3 per cento per quest’anno, mentre mantiene al 5,7 per cento quelle per il 2014. La crescita è tornata a un ritmo sostenuto in Cina e si prevede un recupero anche per il Brasile nel 2014.

A rafforzare l’economia mondiale, la forte domanda interna in Africa sub-sahariana. Nel frattempo, la crescita in Medio Oriente e Nord Africa rischia di fare un passo indietro, per via del rallentamento dell’estrazione del petrolio, come conseguenza delle problematiche derivanti dalla “Primavera araba” Paesi ancora con grossi problemi interni.

«Nonostante vecchi pericoli e nuove turbolenze, il quadro dei rischi a breve termine è migliorato grazie alle azioni politiche recenti in Europa e negli Stati Uniti che hanno affrontato alcuni dei più gravi rischi a breve termine», ha detto il Fondo.

l’FMI suggerisce all’Europa, dopo aver schivato il pericolo della rottura della zona euro, di limitare i tagli di bilancio  sin generale le politiche di austerità e dare vita invece a una politica monetaria come quella applicata negli USA.