Fmi promuove l’Uruguay

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URUGAY – Montevideo 01/03/2014. Il Fondo monetario internazionale ha abbassato le sue previsioni per la crescita economica in Uruguay quest’anno al 3% dalla sua precedente stima del 3,3%. 

Lo ha annunciato il vice direttore generale del Fmi, a Montevideo, Naoyuki Shinohara. Per Shinoara la revisione è dovuta alla minore crescita prevista per i paesi confinanti, Argentina e Brasile, e alla diminuzione dei prezzi delle materie prime e delle esportazioni uruguaiane. Ad ottobre 2013, il Fmi ha stimato che il pil uruguayano sarebbe dovuto aumentare del 3,3%. «La crescita è un po’ più lenta a causa dell’impatto sull’economia uruguayana dei paesi vicini (…) Tuttavia, pensiamo che la situazione economica dell’Uruguay sia solida».

Shinohara ha detto che se questo fatto sarà confermato (l’attività economica più lenta dei paesi confinanti) , il tasso di cambio dell’Uruguay potrebbe fungere da ammortizzatore, ma comunque il paese è «in buone condizioni per mantenere una crescita sostenuta e robusta». Montevideo ha diversificato le esportazioni e anche l’esposizione del debito; l’Uruguay dispone di riserve internazionali sufficienti a smorzare ogni eccesso di volatilità. Tuttavia è essenziale che il governo combatta l’inflazione, portandola al target di riferimento.

Le svalutazioni monetarie in Argentina e in Brasile negli ultimi mesi hanno ammorbidito la domanda interna, frenato gli investimenti e diffondendo incertezza nella regione .

A fine febbraio 2014, l’Uruguay ha anche abbassato le sue previsioni per il 2014 con una crescita al 3% , in calo dalla precedente stima del 4%. Shinohara ha insistito sul fatto che l’Uruguay ha bisogno di riforme strutturali per migliorare le infrastrutture e aumentare l’efficienza del mercato del lavoro, fatto che avrebbe un effetto positivo per la competitività del paese e la capacità di ripresa dell’economia con un impatto sulla produttività e sugli investimenti.