Fmi: errori nel salvataggio greco

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STATI UNITI – Washington 6 – 6 – 2013. Sembrerebbe lo stesso Fondo Monetario Internazionale a riconoscere di aver commesso “notable failures” nella gestione del salvataggio dell’economia greca, ammettendo di avere sottostimato gli effetti di contrazione della crescita causati dalle misure d’austerità imposte a livello internazionale.

Fmi era tuttavia riuscito a mantenere la Grecia nell’Eurozona evitando il collasso dell’intera area valutaria attraverso un’iniezione di liquidità pari a 200 miliardi di euro. 

Tuttavia, il sesto anno consecutivo di recessione dell’economia greca e l’attuale tasso di disoccupazione pari al 27%, hanno costretto l’FMI a rivedere la propria posizione, con la pubblicazione di un dossier valutativo ex-post, rilasciato lo scorso mercoledì. Gli evidenti errori citati nel documento, includono il fallimento nel ripristinare la fiducia dei mercati, la perdita del 30% dei depositi bancari, l’alta disoccupazione, la prolungata attesa di una ristrutturazione del debito nazionale; nonché l’aggravarsi della recessione a seguito delle politiche attuate dall’organismo internazionale.

La Commissione Europea, ha invece mostrato il proprio dissenso rispetto a quanto affermato nel dossier, tramite una dichiarazione rilasciata  il giorno immediatamente successivo alla sua diffusione, ritenendo il suo contenuto errato ed infondato. 

Di certo, nel 2012 il tasso greco di disoccupazione era di 2 punti percentuali inferiore all’attuale, in contrasto con la proiezione del FMI che l’avrebbe visto oggi attestarsi attorno al 15%. Mentre, andando ad esaminare la composizione dei disoccupati, si stima ne facciano parte circa il 65% dei giovani. Il tutto, in una situazione globale dove il Dipartimento del Lavoro delle Nazioni Unite lascia intendere che, qualora non si inverta il trend, la disoccupazione a planetaria tenderà a salire di 12,8 punti percentuali entro il 2018.

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