FINLANDIA. I vertici militari russo e statunitense allo stesso tavolo per affrontare al Qaeda e DAESH

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Il generale russo Valery Gerasimov, Capo di Stato Maggiore delle forze armate russe e primo vice ministro della Difesa della Russia, ha incontrato il presidente del Comitato dei Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate degli Stati Uniti, generale Mark Milley, per discutere di questioni di interesse reciproco, compresa la riduzione del rischio di incidenti durante le attività militari, in una riunione nei pressi di Helsinki. 

In un comunicato del Ministero russo, ripreso da Tass, «Durante l’incontro, i leader militari hanno discusso questioni di reciproco interesse, compresa la riduzione del rischio di incidenti durante le attività militari. L’incontro è stato costruttivo» Secondo il Ministero, l’incontro, durato sei ore, si è svolto sul 22 settembre nella residenza del governo finlandese di Köningstedt nella città di Vantaa, 40 km a nord della capitale finlandese.

Senza truppe sul terreno, gli Stati Uniti hanno bisogno di avere basi, condivisione di informazioni e altri accordi per monitorare i al-Qaida e Stato Islamico.

Lo scorso luglio, il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, aveva detto che Mosca aveva avvertito gli Stati Uniti che qualsiasi dispiegamento di truppe americane nei paesi vicini all’Afghanistan era inaccettabile. Ryabkov ha anche detto che la Russia aveva avuto un “franco colloquio” con i paesi dell’Asia centrale per avvertirli di non permettere la presenza di truppe statunitensi all’interno dei loro confini.

Entrambe le parti hanno concordato di non rivelare i dettagli dei colloqui. In seguito, Milley ha detto: «È stato un incontro produttivo. Quando i leader militari delle grandi potenze comunicano, il mondo è un posto più sicuro».

Il generale Milley recentemente ha chiarito che la questione delle basi era un argomento chiave del suo viaggio europeo, dicendo che ne ha discusso con le controparti della Nato quando si sono incontrate in Grecia durante lo scorso fine settimana.

Milley, il segretario alla Difesa Lloyd Austin e l’intelligence americana hanno detto che al-Qaeda o Daesh potrebbero rigenerarsi e costituire una minaccia per gli Stati Uniti in un anno o due anni. Così gli Stati Uniti, e gli alleati Nato, vogliono accordi di base, diritti di sorvolo e una maggiore condivisione dell’intelligence con le nazioni più vicine all’Afghanistan, come l’Uzbekistan, il Kirghizistan o il Tagikistan. Fino ad ora invano.

Antonio Albanese