FILIPPINE. Via i soldati USA dalle basi di Manila

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Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha detto il 26 febbraio che le forze filippine possono combattere gli insorti e gli estremisti musulmani senza l’aiuto militare americano, in difesa della sua recente decisione di porre fine al patto di sicurezza reciproco. Duterte ha anche detto che si sarebbe attenuto ad una decisione presa all’inizio della sua presidenza, quando era infuriato per le critiche del presidente Barack Obama sulla sua mortale repressione antidroga, che non si sarebbe recato negli Stati Uniti.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato Duterte a partecipare a un incontro che ospiterà il mese prossimo a Las Vegas per i leader dell’Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico, Asean. Duterte ha rapporti migliori con Trump che con Obama, ma le sue recenti osservazioni confermano che non andrà negli Usa: «Abbiamo bisogno dell’America per sopravvivere come nazione? Abbiamo bisogno… della forza e del potere dei militari degli Stati Uniti per combattere la ribellione qui da noi e i terroristi nel sud e controllare la droga?»

«Se non possiamo farlo, non abbiamo alcun diritto di essere una repubblica», ha detto Duterte. «Tanto vale scegliere. Possiamo essere un territorio degli americani o possiamo essere una provincia della Cina». 

Il governo filippino ha notificato due settimane fa agli Stati Uniti l’intenzione di porre fine all’accordo delle Forze in visita, Vfa, che permette alle forze americane di addestrarsi nelle Filippine, la minaccia più grave sotto Duterte all’alleanza tra le due nazioni. La rescissione entra in vigore dopo 180 giorni, a meno che entrambe le parti non si accordino per mantenere operativo il Vfa. Il periodo di attesa permette agli alleati di rinegoziare i termini controversi dell’accordo del 1998.

L’accordo permette l’ingresso e il soggiorno temporaneo delle forze americane insieme alle navi e agli aerei militari statunitensi per l’addestramento congiunto con le truppe filippine. Le manovre includono esercitazioni annuali che secondo la sicurezza filippina hanno aiutato nello sconfiggere Daesh a Mindanao. 

Il Vfa specifica quale Paese ha giurisdizione sui soldati americani che sono accusati di crimini mentre si trovano nelle Filippine, una questione delicata nell’ex colonia americana. Il segretario alla Difesa americano Mark Esper ha definito “sfortunata” la decisione dell’Amministrazione Duterte. Trump, tuttavia, ha reagito in modo sprezzante, dicendo: «Se vogliono farlo, va bene. Risparmieremo un sacco di soldi».

Il ministro degli Esteri Teodoro Locsin Jr., che ha firmato l’avviso di rescissione sotto la direzione di Duterte, ha proposto una revisione dell’accordo per risolvere le questioni controverse invece di abrogarlo. Duterte ha minacciato di rescindere l’accordo dopo che Washington avrebbe annullato il visto statunitense di un suo fedele alleato, il senatore Ronald dela Rosa, implicato casi di violazioni dei diritti umani quando ha la micidiale repressione antidroga del presidente come capo della polizia nazionale nel 2016. Duterte ha dato agli Stati Uniti un mese di tempo per ripristinare il visto di de la Rosa, ma i funzionari statunitensi non hanno reagito pubblicamente alla sua richiesta.

Maddalena Ingrao