EUROPA. La guerra viaggia in treno. Anche in Italia

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Nell’eventualità in cui i porti olandesi e francesi venissero bombardati dalla Russia, in un ipotetico conflitto con la Russia, la Nato vorrebbero utilizzare i porti dell’Adriatico come via d’accesso all’Europa Centrale, passando per l’Ungheria fino ad arrivare in Ucraina. Tra i corridoi interessati per il trasporto truppe americano ci sono anche i porti croati, oltre che quelli turchi e bulgari, e italiani.

Le truppe americane sbarcheranno in uno dei cinque porti croati e percorreranno rotte logistiche pre-pianificate per fronteggiare un possibile attacco da parte di Mosca. I dettagli sono trapelati tra gli avvertimenti secondo cui i governi occidentali devono prepararsi al conflitto con la Russia nei prossimi due decenni, rirpota Hrvatska-Danas.

Le rotte logistiche sono diventate una priorità fondamentale da quando i leader della NATO hanno deciso di preparare 300.000 soldati da tenere in massima allerta di difesa. I piani esistenti prevedono che le truppe statunitensi sbarchino nei porti olandesi prima di salire sui treni che le porterebbero attraverso la Germania e in Polonia.

Nel caso di un’invasione russa della Nato, le truppe americane verrebbero spedite al porto di Rotterdam prima di essere spostate verso est.

Ma dietro le quinte si stanno anche prendendo accordi per estendere le rotte verso altri porti in modo che le forze di Mosca non possano tagliare la linea di comunicazione terrestre.

Il generale tedesco Alexander Sollfrank, capo del comando logistico della NATO Jsec, ha dichiarato al Daily Telegraph: “L’Ucraina sta soffrendo molto a causa di questi attacchi missilistici a lungo raggio russi sui sistemi logistici“.

Se le forze Nato che entrano nei Paesi Bassi vengono colpite dai bombardamenti russi o i porti del Nord Europa vengono distrutti, l’Alleanza si concentrerà sui porti di Italia, Grecia e Turchia. Dai porti italiani, i soldati americani potrebbero essere trasferiti via terra attraverso la Slovenia, la Croazia fino all’Ungheria, che confina con l’Ucraina.

Esistono piani simili per trasportare forze dai porti turchi e greci attraverso la Bulgaria e la Romania per raggiungere il fianco orientale dell’Alleanza.

Sono inoltre in fase di elaborazione piani per il trasporto di truppe attraverso i porti dei Balcani, nonché attraverso la Norvegia, la Svezia e la Finlandia. In questi corridoi, gli eserciti nazionali non saranno vincolati dalle normative locali e potranno trasportare liberamente le spedizioni senza le consuete restrizioni.

In precedenza, il governo francese si era lamentato del fatto che i suoi carri armati venivano trattenuti alle frontiere straniere da processi burocratici mentre cercavano di essere schierati in Romania come parte di un nuovo piano di difesa contro una temuta invasione russa.

Jsec ha effettuato analisi per conto della NATO per scoprire diverse rotte che potrebbero essere utilizzate per trasportare truppe per combattere un’invasione russa.

I porti del Nord Europa, come i Paesi Bassi, la Germania e gli Stati baltici, sono considerati particolarmente vulnerabili agli attacchi missilistici russi.

Sollfrank ha osservato che la Russia ha attaccato le basi logistiche ucraine, e questo porta alla conclusione che è chiaro che le enormi basi logistiche, come le conosciamo in Afghanistan e Iraq, non sono più possibili perché in una situazione di conflitto verranno attaccati e distrutti molto presto, riporta il croato Dnevnik.

I soldati americani sbarcheranno in uno dei cinque porti e percorreranno rotte logistiche pre-pianificate per affrontare un possibile attacco da parte di Mosca. I dettagli sono trapelati tra gli avvertimenti secondo cui i governi occidentali devono prepararsi al conflitto con la Russia nei prossimi due decenni.

In questo quadro potrebbe essere fatto rientrare l’accordo fra RFI e Leonardo dell’aprile scorso sulla mobilità ferroviaria militare nel territorio italiano con precedenza su tutto e anche senza o con breve preavviso. 

Anna Lotti

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