EUROPA. BERS prevede un 2023 freddo e duro

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«Per l’Europa emergente si prospettano ulteriori sofferenze, poiché gli sforzi dei governi per proteggere le popolazioni dalla crisi energetica e dall’inflazione dilagante dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia hanno spostato il peggio dell’impatto economico al prossimo anno», ha dichiarato la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, Bers, che ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita del PIL per il 2023 nella maggior parte della regione.

Le attuali previsioni di crescita della Bers per i Paesi in cui opera nell’Europa emergente e nel Mediterraneo sud-orientale, Semed, sono del 2,3% nel 2022 e del 3% nel 2023. La banca di sviluppo ha quindi alzato le sue previsioni per il 2022 di 1,2 punti percentuali (pp), ma ha abbassato le previsioni per il 2023 di 1,7 pp rispetto all’ultima serie di previsioni pubblicate a maggio.

L’Istituto ha inoltre avvertito che le previsioni contenute nell’ultimo rapporto sulle prospettive economiche regionali, pubblicato il 28 settembre, sono soggette a un forte rischio di ribasso in caso di escalation della guerra russa in Ucraina o di un ulteriore calo del volume delle esportazioni di gas.

La performance economica della regione nella prima metà del 2022 è definita, riporta BneIntelliNews, “sorprendentemente forte”, attribuita in gran parte ai consumatori che hanno utilizzato i risparmi accumulati durante la pandemia di coronavirus; anche le esportazioni si sono mantenute ad un livello elevato: «Tuttavia, il boom sta per finire, poiché l’impatto della crisi energetica, l’inflazione elevata e l’incertezza causata dalla guerra stanno frenando le economie».

Allo stesso tempo, l’inflazione si è impennata e a luglio ha raggiunto una media del 16,5% in tutte le regioni della Bers, più alta che mai dal 1998. Si prevedono ulteriori aumenti dei prezzi.

L’Ucraina deve affrontare una contrazione del 30% e una ripresa debole L’economia ucraina è stata devastata dalla guerra e la Bers ha mantenuto invariate le previsioni per il 2022, con una contrazione del 30%, mentre, dato che la guerra si trascina senza fine, ora prevede una ripresa “più attenuata”, pari solo all’8% nel 2023. In precedenza, la Bers aveva previsto una crescita del 25% nel 2023, ipotizzando che la ripresa fosse già in corso.

Nel frattempo, la Bers ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2022 per la Russia, che prevede una contrazione di solo il 5% nel 2022, seguita da una contrazione del 3% nel 2023.

La Russia non è entrata in crisi macroeconomica, come ci si aspettava inizialmente dopo l’invasione, mentre i responsabili politici sono riusciti a tenere sotto controllo l’inflazione, grazie al rafforzamento del rublo.

Le previsioni della Bers per le tre regioni occidentali dell’Europa emergente – l’Europa centrale e gli Stati baltici, l’Europa sudorientale e i Balcani occidentali – sono state tutte riviste al rialzo per il 2022 dopo i risultati migliori del previsto registrati nella prima metà di quest’anno. Tuttavia, a questo seguirà una crescita più lenta nel 2023. Le previsioni sono state ridimensionate a causa delle interruzioni delle forniture di gas e delle ricadute del rallentamento della crescita nelle economie europee avanzate. Il rapporto rileva inoltre che i rischi per le prospettive dei Paesi dei Balcani occidentali sono aumentati, data la loro vulnerabilità fiscale.

Antonio Albanese