EUROPA. Aumentano gli attacchi di ISIS

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Lo Stato Islamico è intervenuto sui sostenitori che hanno risposto agli appelli per compiere attacchi terroristici. Il nuovo numero di An-Naba, la rivista settimanale, media ufficiale, dello Stato Islamico ha pubblicato un editoriale dedicato agli islamici che hanno compiuto attentati in Europa e Russia per conto dello Stato islamico. Nell’immagine correlata sono presenti vari aggressori che hanno preso di mira l’Occidente e la Russia, dall’attacco contro gli ebrei in Svizzera all’attacco all’ambasciata israeliana a Belgrado e gli attacchi recentemente in Daghestan. Questo è un anche un campanello d’allarme soprattutto in vista dei prossimi Giochi Olimpici di Parigi, mentre l’Europeo di calcio in Germania, giunto alle fasi finali, sembra non essere stato interessato da attacchi, seppur l’allerta è e rimane sempre altissima, visto le numerose minacce arrivate.

Nel 2024 si è assistito ad un nuovo aumento di episodi di attacchi di persone legate all’ISIS in Europa in diversi Paesi. La modalità è sempre la stessa: la persona compie l’attacco ma prima registra un video in cui giura fedeltà al Califfo dello Stato Islamico Abu Hafs al-Hashimi al-Qurayshi. Questo esempio è una dimostrazione della capacità dell’ISIS di influenzare i musulmani chiamandoli al Jihad, indipendentemente dal luogo, dalla lingua o dalla nazionalità. Pertanto, i terroristi notano l’incapacità della coalizione internazionale di interrompere questi legami e la continua capacità di organizzare attacchi terroristici sul territorio dei paesi avversari dello Stato islamico.

La foto di copertina dell’editoriale, che ritrae l’autore del recente attacco all’ambasciata israeliana in Serbia, il gruppo che ha effettuato l’attacco terroristico in Daghestan, gli autori dell’attacco terroristico al centro commerciale Crocus, il giovane che ha aggredito un rabbino in Svizzera, l’uomo che ha sparato a cittadini svedesi in Belgio e il leader di un gruppo di terroristi provenienti dall’Inguscezia, è accompagnata dalla didascalia “Loro vengono da noi e noi siamo da loro”. Il resto del lungo testo elogia gli attacchi compiuti in nome di DAESH e incoraggia ulteriori azioni contro i nemici dell’Islam ovunque si trovino, e afferma che la fede del Jihad trascende tutte le etnie e i confini e che tutti dovrebbero essere uniti su un unico fronte. Tant’è che diversi di questi attacchi vengono elogiati e sostenuti ma non rivendicati ufficialmente da DAESH.

Partendo dal caso più recente, un video dell’islamista Salahuddin (nome da convertito dell’attentatore all’Ambasciata israeliana a Belgrado, Milos Zujovic) è apparso online dove giura fedeltà al leader dell’ISIS. Ha anche tenuto un discorso dedicato all’inimicizia dei musulmani verso gli ebrei, che si manifesta in Palestina, ma che secondo lui dovrebbe estendersi a tutto il mondo e i suoi obiettivi non dovrebbero essere solo gli israeliani, ma gli ebrei e tutti coloro che li aiutano. 

Separatamente, all’inizio, ha notato persone che simpatizzerebbero in ogni modo con gli ebrei e condannerebbero tali attacchi. L’aggressore proveniva da una famiglia cristiana serba, si era convertito all’Islam e in passato aveva già tentato di organizzare un attacco terroristico per conto dell’ISIS in Serbia, ma è stato catturato e imprigionato. Dopo il suo rilascio, non ha abbandonato le sue opinioni e ha continuato le sue attività su Internet, diffondendo la propaganda dell’ISIS e incitando al Jihad. Di conseguenza, è stato catturato di nuovo, ma non ha aspettato il processo e ha commesso l’attacco con una balestra alla sicurezza della sede diplomatica il 29 giugno. Da notare che risiedeva a Novi Pazar, enclave musulmana in Serbia, città nota per la presenza già in passato di personalità legate al terrorismo islamico.

Passando invece a quanto accaduto in Daghestan il 23 giugno, dove contemporaneamente ed in maniera coordinata a Derbent uomini hanno sparato contro una sinagoga e una chiesa, ma anche una sparatoria a Makhachkala, in cui una postazione della polizia stradale è stata presa di mira ed è avvenuta una sparatoria che si è protratta per le strade della città. Questo ha provocato l’introduzione di un regime di operazioni antiterrorismo. Il numero dei morti a seguito degli attacchi terroristici in Daghestan ha raggiunta una ventina di persone, fra cui un prete, una guardia di sicurezza della chiesa e una guardia della sinagoga, oltre a svariati feriti. Il leader ceceno Kadyrov ha definito l’attacco terroristico una vile provocazione e un tentativo di provocare discordia tra le fedi. Alla fine tutti i terroristi in Daghestan, molti figli dell’élite locale, nell’attacco sono stati uccisi/neutralizzati dopo pesanti scontri con le forze speciali russe. Questo del Daghestan è l’unico caso di quelli menzionati da ISIS in cui non vi è il video del giuramento di fedeltà diversamente da quanto occorso al Crocus, a Zurigo, in Belgio e a Belgrado. Nel Caucaso comunque l’ISIS è sempre più forte se consideriamo anche la sparatoria avvenuta in Inguscezia.

L’articolo su An-Naba afferma inoltre che “questo tipo di attacchi commessi da lupi solitari e sostenitori dello Stato islamico e che hanno risposto al suo incitamento e agli ordini dei suoi leader, dimostrano l’efficacia dei discorsi dei leader dello Stato islamico e la loro capacità di influenzare l’opinione pubblica”, sebbene questi terroristi non provenissero dai territori controllati dall’ISIS, trascendendo gli ostacoli dei confini, delle lingue e delle razze. I suddetti sostenitori dell’ISIS che hanno compiuto attacchi in vari paesi sono citati come modelli per altri musulmani che chiedono una guerra di religione contro paesi non islamici. La crescente minaccia rappresentata da tali “lupi solitari” e cellule islamiche segrete ha causato un grande panico nell’UE e negli Stati Uniti, questo argomento è diventato particolarmente rilevante dopo l’attacco terroristico al Crocus a Mosca. Da parte dei terroristi dell’IS, continua la stimolazione di tale attività, che semina caos e paura nelle società dei paesi che fanno la guerra allo Stato islamico. Infine, sottolineano come questi attacchi internazionali sono una delle prove dell’efficacia della strategia dello Stato islamico di “globalizzare il Jihad” e di farla uscire dai confini dei combattimenti regionali e nazionalisti e riportarla alla sua forma originale. 

Infine, va comunque sottolineato il costante lavoro degli apparati di polizia ed intelligence europei che incessantemente monitorano la situazione e cercano di sventare attacchi di matrice terroristica. Esempio lampante arriva dalla Spagna, dove a giugno la Guardia Civil insieme all’Fbi e all’Europol, ha smantellato, una cellula, uno dei principali centri di propaganda dello Stato islamico che chiedeva di compiere e stava organizzando attentati contro i giocatori e i tifosi del Real Madrid, in occasione dei festeggiamenti, indicando perfino il luogo in cui sarebbe stato più semplice colpire, ossia vicino al punto di arrivo dei giocatori con l’autobus allo stadio. 

ISIS aveva già minacciato lo scorso aprile di attaccare gli stadi che avrebbero ospitato i quarti di finale di Champions League, costringendo a chiudere il tetto dello stadio contro un’eventuale attacco con droni. A maggio invece, si segnala l’arresto da parte delle Forze di sicurezza austriache a Graz, di una ragazza di 14 anni di origine montenegrine sospettata di pianificare attacchi in nome dello Stato Islamico. In Germania, a giugno un cittadino iracheno è stato arrestato dalla polizia, sospettato di essere membro dello Stato islamico e che si stava apparentemente preparando a compiere attacchi e attentati sul territorio ed era pronto a colpire. 

Da evidenziare come i radicalizzati sono sempre più piccoli di età e non più solo uomini ma anche donne, basta considerare che ad aprile sempre in Germania 4 minori, due ragazzi e due ragazze di età compresa tra i 13 e i 16 anni sono finiti in manette perché stavano raccogliendo adesioni per attaccare chiese, sinagoghe, bar e club sportivi e volevano usare bombe molotov e sparare contro “gli infedeli”. Perfino in Svizzera a marzo vi è stato l’arresto di tre arresti di giovani, legati con i tedeschi menzionati, che pianificavano un attentato jihadista. Da ultimo, il 10 luglio è stato arrestato in Francia una persona che voleva farsi esplodere durante le imminenti Olimpiadi che si svolgeranno a Parigi, i cui livelli di allerta e sicurezza sono massimi, mentre a maggio i servizi di sicurezza francesi hanno arrestato un uomo sospettato di aver progettato un attentato contro uno stadio che ospiterà competizioni olimpiche.

Paolo Romano

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