ETIOPIA. Gli USA accusano Addis Abeba di pulizia etnica nel Tigray

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Il New York Times pubblica un documento interno del governo degli Stati Uniti in cui si dice che l’Etiopia sta conducendo «una campagna sistematica di pulizia etnica» sotto la copertura della guerra nella regione del Tigray, un’area ampiamente controllata dalle milizie Amhara nella parte settentrionale del paese. Il Nyt dice che il rapporto, scritto all’inizio di febbraio, descrive «in termini netti una terra di case saccheggiate e villaggi deserti dove decine di migliaia di persone sono irreperibili».

Secondo il rapporto si rileva che i funzionari etiopici e i combattenti della milizia alleata della vicina regione Amhara, che si sono trasferiti nel Tigray a sostegno del primo Ministro Abiy Ahmed, stanno «deliberatamente ed efficacemente rendendo il Tigray occidentale etnicamente omogeneo attraverso l’uso organizzato della forza e dell’intimidazione».

Il rapporto dice che alcune persone sono fuggite e hanno attraversato illegalmente il confine col Sudan, mentre altre sono state radunate e trasferite con la forza in altre parti del Tigray. Il segretario di stato americano Antony Blinken ha detto sabato scorso che gli Stati Uniti sono «gravemente preoccupati dai rapporti di atrocità e dal generale deterioramento della situazione nel Tigray».

Gli Stati Uniti «hanno ripetutamente impegnato il governo etiope sull’importanza di porre fine alla violenza, garantendo un accesso umanitario senza ostacoli al Tigray e consentendo un’indagine internazionale completa e indipendente su tutte le segnalazioni di violazioni dei diritti umani, abusi e atrocità», ha detto Blinken, aggiungendo che i responsabili «devono essere ritenuti individuati». Blinken ha invitato l’Unione Africana e i partner regionali e internazionali a lavorare con gli Stati Uniti per «affrontare la crisi nel Tigray, anche attraverso l’azione presso le Nazioni Unite e altri organismi pertinenti».

Blinken ha anche affrontato l’attività dei soldati eritrei nel Tigray: «Il ritiro immediato delle forze eritree e delle forze regionali Amhara dal Tigray sono primi passi essenziali (…) Dovrebbero essere accompagnati da dichiarazioni unilaterali di cessazione delle ostilità da parte di tutte le parti in conflitto e da un impegno a permettere la consegna senza ostacoli dell’assistenza a quelli del Tigray».

Nel conflitto nel Tigray sono decedute migliaia di persone; centinaia di migliaia sono state costrette a fuggire; la regione che conta più di 5 milioni di abitanti sta affrontando carenze di cibo, acqua e medicine.

Luigi Medici