
Ethiopian Railway Corporation (ERC) ha annunciato nel suo rapporto annuale a Ethiopian Investment Holdings di aver completato le valutazioni necessarie per riavviare le linee ferroviarie Awash-Hara Gebeya e Hara Gebeya-Macallé, interrotte a causa del conflitto nel Tigray del 2020. Il progetto ferroviario che ha lo scopo di connettere Awash con Hara Gebeya (regione Amhara) supererà i 392 chilometri, ma attualmente rimane gravemente danneggiato, a causa dei pesanti scontri avvenuti in quei territori duranti il conflitto tigrino. Si segnala che il progetto è stato avviato nel 2015 con un costo di 1,7 miliardi di dollari.
Attualmente, però, le zone interessate dal passaggio di entrambe le ferrovie sono oggetto di contenzioni territoriali tra le Ethiopian National Defence Force (ENDF) e la milizia insurrezionalista Amhara Fano National Force (AFNF). Quest’ultima sta già permettendo l’avanzamento di altri lavori infrastrutturali nella regione Amhara, come il progetto stradale asfaltato della China Civil Engineering Construction Corporation (CCECC) nella provincia di North Wollo, nella quale la Divisione AFNF Tekeze sta monitorando attentamente il progetto per garantirne la sicurezza. Non sono però mancanti gli scontri con alcune autorità locali affiliate al governo centrale, nei quali, secondo fonti Fano, sarebbe anche stato preso di mira il personale civile estero a lavoro sulla strada.
Successivamente alla divulgazione di una lettera, scritta dall’Amministrazione ad interim della Regione del Tigray, nella quale viene ordinando il reclutamento di massa per servizio militare e conseguenti mobilitazioni popolari di opposizioni, anche il tratto Hara Gebeya-Macallé potrebbe diventare, in caso di escalation, un obiettivo strategico per le fazioni presenti nello scacchiere regionale.
Secondo fonti locali l’Etiopia starebbe progettando anche una ferrovia che connetterà Addis Abeba con il nuovo hub portuale di Berbera nel Somaliland. Dubai Port World – DP World, fornitore internazionale di servizi portuali con sede a Dubai, ha annunciato l’intenzione di sviluppare il collegamento ferroviario per il porto di Berbera. Gli Emirati Arabi Uniti starebbero stanziando 3 miliardi di dollari per la realizzazione della ferrovia, ma l’ufficializzazione del progetto arriverà solo nei prossimi mesi.
La Cina, a sua volta, aumenta la sua presenza nella regione del Corno D’africa con un ulteriore accordo: siglato il 28 agosto scorso tra il Ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali di Gibuti Yonis Ali Guedi e la Salt Investment S.A., compagnia controllata dalla China Communications Construction Company (CCCC), e la Beijing China-Mining Jinfa Technology Co. Ltd (CMJF). Con questo accordo, dal valore di oltre 38 milioni di dollari, le compagnie cinesi si impegneranno a costruire nuovi impianti per l’estrazione del sale dal Lago Assal, nella regione di Tagiura. Questo investimento ha il chiaro obiettivo di consolidare la posizione di Gibuti nel commercio internazionale del sale.
La Cina sta investendo in un altro grande progetto infrastrutturale, nuovamente in Etiopia, con il gruppo China Geo-Engineering Corporation Overseas Costruction (CGCOC), la nuova diga di Gerbi.
Dopo il lancio della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD) programmato per il 9 settembre 2025, il governo etiope continuerà, secondo Gedeon Asfaw, ex presidente del Comitato tecnico per i negoziati sulla diga Renaissance, a potenziare la propria rete di infrastrutture per l’approvvigionamento idrico. Il progetto prenderà il nome di Gerbi Drinking Water Dam. Secondo alcune stime la costruzione inizierà nel 2026 e terminerà entro il 2030, la diga produrrà oltre 73.000 metri cubi al giorno e sarà collegata con il sistema idrico di Addis Abeba.
G.L.
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