Escalation siro-libanese?

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L’esplosione dell’autobomba che ha ucciso il capo dei servizi segreti libanesi, il generale Wissan al Hassan è probabilmente l’attacco più destabilizzante nel Paese dall’attacco che uccise il premier Rafik Hariri nel 2005.

Ancora non si è chiarita la motivazione dell’evento; le ipotesi attorno alle quali si ruota sono due: una rappresaglia di Damasco per l’appoggio dato dal generale ai ribelli siriani, oppure l’apertura dell’allargamento del conflitto al martoriato e politicamente fragile Libano.

I funerali di al Hassan sono, inoltre, stati occasione per manifestazioni antisiriane e antigovernative: il premier Mikati è stato accusato , infatti di essere troppo vicino all’Iran e alla Siria e quindi incapace di difendere il Paese. Si pensa che ilgenerale sia stato colpito in quanto mente di un arresto eccellente avvenuto in agosto: dopo una complessa operazione segreta viene infatti arrestato un ex ministro, Michel Samaha, libanese fortemente legato alla famiglia Hassad, accusato di aver trasportato bombe da utilizzare per attacchi in Libano. Due generali siriani, inoltre, vengono arrestati in Libano dalle forze di sicurezza di al Hassan. Le indagini per l’omicidio Hariri avevano avuto come protagonista lo stesso capo dei servizi segreti di Beirut che aveva trovato prove di un coinvolgimento, sempre negato, della Siria e di Hezbollah.

La possibilità dell’estensione del conflitto siriano resta alta, stando a quanto si legge dai media libanesi ed in effetti l’escalation potrebbe iniziare nel volgere di poco tempo, poiché il Paese è entrato de facto nella guerra civile siriana, e i suoi partiti appoggiano una fazione o l’altra. Hezbollah, sciita, appoggia Assad, alawita – sciita, contro l’insorgenza, sunnita, come la Turchia e l’Arabia Saudita.

A ben guardare però, esisterebbero similitudini, troppe, con l’attacco effettuato al quartier generale di Damasco nel luglio 2012.

In Libano, poi, occorre ricordare che sono presenti i servizi segreti di tutti Paesi dell’area , e non solo, e che al Hassan tornava da un non meglio precisato incontro con imprecisati forze relativamente ad una indagine che avrebbe condotto all’arresto di membri del governo.