In continua ascesa l’energia prodotta dal sole

58

PAESI BASSI – Amsterdam 02/10/2014. Entro il 2050 il sole potrebbe diventare la più ingente sorgente di energia elettrica al mondo, surclassando le fonti fossili, l’eolico, l’idroelettrico e il nucleare.

È ciò che emerge da due report dell’International Energy Agency (IEA) dedicati al solare fotovoltaico ed al solare termico e presentati da Paolo Frankl, responsabile delle energie rinnovabili della stessa IEA, nel corso di una conferenza svoltasi ad Amsterdam lunedì 29 settembre.

I due studi mettono in evidenza che entro la metà del secolo in corso il solare fotovoltaico potrebbe produrre fino al 16% dell’elettricità mondiale, mentre il solare termico da impianti a concentrazione potrebbe fornire un ulteriore 11% e congiuntamente garantirebbero una capacità totale di 4.600 GW, contro i 154 GW di inizio 2014. Le due tecnologie, sempre nel 2050, eviterebbero l’emissione di oltre 6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, una quantità «maggiore rispetto a tutte le emissioni degli Stati Uniti legate alla produzione di energia o a quasi tutte le attuali emissioni del settore trasporti a livello mondiale». 

Paolo Frankl, inoltre, ha voluto sottolineare come il solare fotovoltaico e il solare termico non sono affatto rivali nel mercato energetico bensì complementari. Il primo, infatti, registra un’espansione rilevante e costante in quasi tutto il pianeta, ma a trainare il settore è senza dubbio la Cina che ormai copre il 29% delle vendite mondiali di moduli e componenti, seguita dagli Stati Uniti (20,9%) e dal Giappone (19%). Il grande Paese asiatico entro la fine di quest’anno dovrebbe raggiungere i 14 GW di nuova potenza installata, comprendenti 8 GW in generazione distribuita e altri 6 GW in centrali utility scale, e nel 2050 potrebbe detenere addirittura il 37% della capacità fotovoltaica globale. Il solare termico, invece, si sta affermando in aree molto assolate con cieli sereni e rappresenterà una grande opportunità di crescita per buona parte degli stati africani, per l’India, per il Medio Oriente e per gli Stati Uniti. 

Lo sviluppo dell’intero comparto del solare è stato, è e sarà favorito dai costi sempre calanti delle componenti e dai progressi tecnologici che proseguono inarrestabili, migliorando l’efficienza del processo di conversione e la durata dei pannelli. Secondo l’IEA, poi, già dal 2020, in quei Paesi che hanno un notevole grado di insolazione e prezzi elevati dell’elettricità al dettaglio, potrà verificarsi la cosiddetta grid parity, cioè la piena competitività dell’elettricità prodotta dal fotovoltaico rispetto a quella derivante da fonti convenzionali di energia. A questa data, invero, i costi della generazione da fotovoltaico potrebbero oscillare tra i 13 e 26 centesimi di dollaro al kWh per i sistemi commerciali e tra i 16 e 31 centesimi per quelli residenziali, mentre per le aziende potrebbero scendere addirittura a 10 centesimi. Un altro non trascurabile fattore di crescita del solare è dovuto ai sistemi di accumulo termico realizzati negli impianti solari a concentrazione che permettono la produzione di elettricità in corrispondenza dei picchi di domanda.

È altresì vero, però, che, per raggiungere i suddetti “obiettivi” energetici ed economici entro il 2050, il settore del solare necessita di quadri normativi e politiche atti a rendere competitivi e meno rischiosi gli investimenti nei Paesi meno industrializzati ed a realizzare delle reti capaci di supportare una rivoluzione rinnovabile su larga scala.