Ennahda non è la Fratellanza

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TUNISIA – Tunisi 29/09/2013. Il presidente tunisino Moncef Marzouki ha rivelato che le autorità del paese hanno bloccato 4.500 persone ritenendo che avessero l’intenzione di dirigersi verso la Siria per partecipare ai combattimenti.

Marzouki, nell’intervista pubblicata dal quotidiano al Hayat,  ha osservato che in questo senso le autorità stanno collaborando con molti altri paesi, tra cui la Turchia e la Libia. Nell’intervista Marzouki ha ammesso che il numero di tunisini in Siria ammonta a circa 800 unità, ed ha espresso la sua preoccupazione per il loro ritorno, perché «dovremmo reagire quando ci attaccheranno».

Marzouki ha invitato, poi, l’Iran a fare pressione sul presidente siriano Bashar al-Assad per lavorare ad una soluzione politica: «Tutti sanno che Assad non può rimanere il presidente della Siria» ha poi aggiunto.

Il presidente tunisino ha accusato una rete regionale finanziata da individui affiliati con Ansar al- Sharia di compiere omicidi in Tunisia, ed ha confermato che i membri erano ben noti alle agenzie di sicurezza tunisine. Ha osservato che il gruppo «si propone di distruggere l’esperimento democratico in Tunisia. Questo nostro esperimento, però, riuscirà contro la loro volontà». Marzouki prevede che la costituzione sarà pronta in un paio di mesi e che le elezioni si potranno tenere nella primavera del 2014.

Marzouki ha attribuito l’escalation di violenza islamista nel suo paese al fatto che, per decenni, «l’Islam moderato e il movimento Ennahda sono stati banditi dalle attività politica», fatto che ha portato «ad un vuoto riempito dagli estremisti». Marzouki ha ribadito che la Tunisia è ancora una società laica, fatto dimostrato dal progetto di costituzione che «non si riferisce alla Sharia e prevede la parità assoluta tra uomini e donne».

Marzouki ha negato ciò che è stato detto sul governo di Ennahda in Tunisia «la troika – che comprende tre partiti laici – sta governando e consensualmente prende decisioni». Ha confermato che le elezioni avrebbero espresso la volontà del popolo: «Chiamiamo il popolo a manifestare la sua volontà che poi seguiamo». Ha definito le manifestazioni popolari come una manifestazione di democrazia.

Il presidente, poi, ha rifiutato di considerare Ennahda un’estensione dei Fratelli Musulmani , che descrive invece come «il partito islamico tunisino e non un partito tunisino islamico». Egli ha ribadito che «il modello tunisino è diverso da quello dell’Egitto» quando si tratta di parla di governo dei Fratelli Musulmani, ha fatto notare che questa organizzazione «ha commesso molti errori chenon giustificano ciò che è stato inflitto ai membri. Questi dovrebbero essere ritenuti responsabili solo per la loro politica solo».