ENERGIA. Scoppia la crisi dell’AdBlue

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Nonostante la crescita economica impetuosa, venti di crisi sono pronti ad abbattersi in vista delle festività natalizie, le quali per le categorie del trasporto e la logistica iniziano i primi di novembre in attesa del Giorno del ringraziamento americano e il successivo black Friday, data di apertura per gli acquisti natalizi per i consumatori.

Il motivo di tale probabile crisi è riassumibile con una sola parola: AdBlue.

L’AdBlue, detto anche Def, che sta per Diesel exaust fluid, è un prodotto indispensabile per il funzionamento delle vetture diesel dotate di catalizzatore Scr, il più efficace nell’abbattere le emissioni di ossidi di azoto e, quindi, di gran lunga il più utilizzato sulle auto di ultima generazione.

AdBlue è prodotto da una soluzione di urea ad elevata purezza. L’urea è prodotta dalla sintesi di ammoniaca e CO2 (anidride carbonica). L’urea tecnica si trova in prodotti come shampoo, cosmetici e colle. L’urea utilizzata in AdBlue è di un grado di qualità diverso da quello utilizzato per i fertilizzanti.

Tra i maggiori produttori sono la BASF, la Norsk Hydro (attraverso la controllata Yara internazional, la cui filiale Yara Italia SPA è leader in Europa), e Azotal SpA.

La forte domanda energetica post pandemia, ha portato ad un aumento dei costi del gas che ha innescato un aumento del prezzo del metano, il quale è alla base della produzione del carburante blu che riduce le emissioni inquinati e permette ai motori diesel di rispettare le vigenti normative in materia

Le scene a cui si assiste sono simili nella ricerca dell’Adblue, sono le stesse da un’area di servizio all’altra: gli autotrasportatori vagano alla sua ricerca, senza mai spegnere il motore per il timore di non poterlo riaccendere.

Allo stesso modo i magazzini all’ingrosso e le catene del bricolage e del fai-da-te si svuotano con la stessa velocità con cui si dissolvevano un anno e mezzo fa le penne lisce dagli scaffali durante la pandemia.

Il maggior problema è che il metano sempre più caro (e sempre più raro) non si riesce a produrre abbastanza AdBlue.

Il costo di fabbricazione è diventato più alto del costo di vendita, pertanto al momento i maggiori produttori europei, tra cui Yara e Azotal, hanno annunciato la temporanea chiusura degli stabilimenti produttivi in attesa di ricevere ulteriori rifornimenti di materie prime.

Tale crisi della logistica apre uno spunto di riflessione: i maggiori produttori di AdBlue, sono allo stesso tempo leader nel campo dei fertilizzanti agricoli. Al momento con l’approssimarsi dell’Inverno, il problema ha scarsa rilevanza, ma in primavera la crisi energetica potrebbe abbattersi anche su questo comparto, minando la produzione agricola del 2022.

Redazione