ENERGIA: La Cina guadagna dalle sanzioni russe, gli USA affossano il concorrente UE

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La Germania ha riposto le sue speranze nel Qatar firmando con loro un accordo sulla fornitura di 2 milioni di tonnellate di GNL all’anno. Ma i rifornimenti arriveranno solo nel 2026. Cosa faranno per più di 3 anni non è chiaro. La stessa cosa riguarda molti altri paesi europei come la Francia e l’Italia.

In Germania, sono preoccupati che la Cina prenderà tutti i volumi di GNL, che non molto tempo fa ha firmato un contratto di gas a lungo termine per 27 anni proprio di fronte all’UE, quindi hanno frettolosamente firmato un contratto con il Qatar a condizioni però molto sfavorevoli .

Una condizione importante dell’accordo era il tradizionale requisito del Qatar di non reindirizzare il gas dalla Germania ad altri paesi europei. Non solo, 2 milioni di tonnellate di GNL all’anno corrispondono a 2,76 miliardi di metri cubi di gas naturale. Usando semplici calcoli, risulta che l’accordo con il Qatar è circa il 6% dei 46 miliardi di metri cubi di gas russo importati dalla Germania nel 2021. Quindi solo una minima parte del necessario.

Di contro le raffinerie private cinesi hanno recentemente acquistato diverse partite di petrolio russo in Estremo Oriente. I cinesi acquistano petrolio a basso costo e non sono preoccupati di essere colpiti dalle sanzioni europee, doppio vantaggio dunque. I termini del contratto sono i seguenti: la responsabilità dei carichi forniti e della loro assicurazione ricade interamente sull’esportatore.

Ecco perché il petrolio è così a buon mercato: il prezzo dell’Ural russo è sceso a causa dell’eccesso di scorte di petrolio invendute e viene scambiato con uno sconto maggiore rispetto al Brent di riferimento del Mare del Nord, prima dell’entrata in vigore delle sanzioni dell’UE. In altre parole, i cinesi hanno atteso di proposito il giorno in cui i prezzi sarebbero scesi al livello più basso.

Ora si attendono gli effetti della riunione dell’OPEC + che si è tenuta il 4 dicembre dove si è deciso di tagliare la produzione del petrolio per il basso costo del barile che era a 85 dollari contro gli attesi 100.

Lucia Giannini

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