ENERGIA. Il governo del mondo passa attraverso il gas

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La politica dello sviluppo dei gasdotti perseguita da Pechino continua a mettere successi, per un paese energivoro come è il Celeste Impero. La Cina è seguita a ruota dalla Russia. 

Pechino ha finanziato un gasdotto dal Turkmenistan allo Xinjiang, terminato nel 2009, e beneficerà di due spettacolari accordi legati al Power of Siberia con la Russia. Se per Mosca il Nord Stream era già operativo, il South Stream era il progetto di Gazprom per l’Europa sudorientale che aveva, come obiettivo quello di rafforzare i legami con la Germania e l’Europa, tagliando fuori l’Ucraina. Se il South Stream sta come sta, il TurkStream è già completato, con il gas che ha iniziato a fluire nel gennaio 2020. È poi la volta del Nord Stream 2 che sarà completato entro la fine del 2020.

Richard Grennel, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Germania ha minacciato i partner di Nordstream 2, Engie, Omv, Royal Dutch Shell, Uniper e Wintershall di sanzioni; sottolineando che la Germania «deve smettere di nutrire la bestia in un momento in cui non paga abbastanza alla Nato»; l’espressione «nutrire la bestia» indica il commercio di energia tedesco con la Russia, riporta Asia Times

La capitale tedesca non è rimasta impressionata: Berlino non riconosce alcuna legalità nelle sanzioni extraterritoriali. Grennel, per di più, non è esattamente popolare a Berlino; si dice ci sia stata grande festa quando si è saputo che sarebbe tornato a casa per diventare il capo dei servizi segreti nazionali statunitensi. 

Le sanzioni dell’Amministrazione Trump hanno ritardato il Nordstream 2 per circa un anno, nella migliore delle ipotesi. Ciò che conta davvero è che in questo intervallo Kiev ha dovuto firmare un accordo di transito del gas con Gazprom. Quello di cui nessuno parla è che entro il 2025 nessun gas russo transiterà attraverso l’Ucraina verso l’Europa. 

A Bruxelles si dice che l’Ue non ha mai avuto e non avrà mai una politica energetica unificata nei confronti della Russia: ha sì elaborato una direttiva sul gas per costringere la proprietà del Nord Stream 2 ad essere separata dal gas che scorre attraverso il gasdotto; bocciata dalla giustizia tedesca. Nord Stream 2 è una questione seria di sicurezza energetica nazionale per la Germania. E questo basta. 

Oggi Turk Stream e Nord Stream 2 sono due cordoni d’acciaio che collegano la Russia con due alleati della Nato: Turchia e Germania e da lì si dipanano verso altri paesi Nato. Adesso Pechino segue l’esempio passando serpe attraverso la Germania.

La settimana scorsa, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier cinese Li Keqiang hanno tenuto una videoconferenza per discutere di Covid-19 e della politica economica Cina-Ue.

Il futuro vertice Cina-Ue dovrebbe essere il momento culminante della presidenza tedesca dell’Ue, che inizia il 1° luglio, quando la Germania sarà in grado di presentare una politica unificata nei confronti della Cina, unendo in teoria i 27 membri dell’UE e non solo i 17+1 dell’Europa centrale e dei Balcani – tra cui 11 membri dell’Ue – che hanno già un rapporto privilegiato con Pechino e sono dentro la Belt and Road Initiative. 

In contrasto con l’amministrazione Trump, Berlino è molto più sofisticata dal punto di vista geoeconomico rispetto ad altri paesi Ue e Nato Francia in primis. La Merkel e Xi sono pienamente consapevoli dell’imminente frammentazione dell’economia mondiale dopo il blocco. Eppure, per quanto Pechino sia pronta ad abbandonare la strategia di circolazione globale di cui ha ampiamente beneficiato negli ultimi due decenni, l’accento è posto anche sul perfezionamento di relazioni commerciali molto strette con l’Europa. Le sanzioni Usa sembrano ad oggi un’arma spuntata. 

Antonio Albanese