ENERGIA. Cina e Russia guidano la corsa al nucleare

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Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, Aie, Nuclear Power and Secure Energy Transitions. From today’s challenges to tomorrow’s clean energy systems, Cina e Russia stanno dominando il mercato dei nuovi reattori nucleari in un momento in cui l’aumento dei prezzi dell’energia rappresenta una nuova grande opportunità per il settore.

Secondo il nuovo rapporto dell’Aie, Cina e Russia hanno costruito l’87% dei reattori nucleari avviati a partire dal 2017, mentre Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Canada ne hanno costruiti solo il 10%.

«Le economie avanzate hanno perso la leadership di mercato, dato che 27 dei 31 reattori avviati dal 2017 sono di progettazione russa o cinese», ha dichiarato il direttore esecutivo Aie Faith Birol. «Nell’attuale contesto di crisi energetica globale, di prezzi dei combustibili fossili alle stelle, di sfide alla sicurezza energetica e di impegni ambiziosi per il clima, credo che il nucleare abbia un’opportunità unica di tornare in auge».

Il rapporto sostiene che i tempi incerti per l’energia globale rendono l’energia nucleare un campo di battaglia geopolitico importante, eclissando le passate preoccupazioni sulla sicurezza del nucleare, sorte dopo i gravi incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima Daiichi.

Secondo il rapporto Aie, l’energia nucleare è un percorso significativamente più economico per raggiungere lo zero netto entro il 2050. Se non si accelerano gli investimenti nel nucleare, il raggiungimento di questo obiettivo comporterebbe un costo globale aggiuntivo di 500 miliardi di dollari, con un aumento della bolletta elettrica dei consumatori di 20 miliardi di dollari all’anno fino al 2050.

Secondo l’Aie, la Cina è in anticipo sulla curva e diventerà il principale produttore di energia nucleare entro il 2030. Nel frattempo, le economie avanzate stanno cercando di tenere il passo, secondo l’Agenzia. Attualmente detengono quasi il 70% della capacità nucleare globale, ma i progetti più recenti hanno sforato il budget e sono in ritardo rispetto alla tabella di marcia, mentre gli investimenti sono in fase di stallo.

Anche gli impianti occidentali, costruiti per la prima volta in risposta agli shock petroliferi degli anni Settanta del Novecento, cominciano ad apparire stanchi e con una tecnologia obsoleta, secondo l’Aie. L’età media della capacità nucleare in Nord America e in Europa è di 38 anni, contro i 15 anni dell’India e i cinque della Cina.

Maddalena Ingrao