EMIRATI ARABI UNITI. Se gli USA non ci vendono le armi, andremo altrove

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L’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti negli Stati Uniti ha detto che il suo Paese sarà costretto a rivolgersi altrove e ad acquistare le armi di cui ha bisogno nel caso in cui Washington si rifiuti di fornire allo Stato del Golfo Persico le munizioni necessarie.

«Preferiremmo avere le migliori attrezzature statunitensi o le troveremo a malincuore da altre fonti, anche se meno capaci», ha detto Yousef al-Otaiba vista la crescente opposizione e i tentativi di bloccare la vendita di armi al Paese arabo da 23 miliardi di dollari del presidente repubblicano Donald Trump. Otaiba ha poi cercato di dipingere l’accordo multimiliardario di armi come un “investimento negli Stati Uniti”, sottolineando che l’accordo avrebbe «sostenuto decine di migliaia di posti di lavoro negli Stati Uniti, sostenuto la base industriale della difesa statunitense e abbassato i futuri costi di ricerca e sviluppo degli Stati Uniti», riporta Press Tv.

Le osservazioni sono arrivate in risposta a un thread di Twitter pubblicato dal senatore democratico Chris Murphy, in cui ha definito atroce la cooperazione degli Emirati Arabi Uniti con l’Arabia Saudita nella campagna militare contro lo Yemen, dove «hanno ucciso migliaia di civili con armi fabbricate dagli Stati Uniti»: «In Libia, gli Emirati Arabi Uniti stanno violando l’embargo internazionale sulle armi. E ci sono prove che gli Emirati Arabi Uniti hanno trasferito illegalmente attrezzature militari statunitensi a milizie estremiste nello Yemen (…) Ci si chiede perché gli Stati Uniti dovrebbero premiare questo comportamento con un accordo di vendita di armi da record. Come minimo, dovremmo ricevere chiare e indistruttibili assicurazioni che la condotta degli Emirati Arabi Uniti in Libia e nello Yemen cambierà. Questo non è successo», ha sottolineato il senatore democratico.

Murphy ha anche espresso la preoccupazione che la vendita possa innescare una corsa agli armamenti in Medio Oriente: «Nel briefing segreto, i funzionari di Trump non sono riusciti a spiegare come la nostra tecnologia più sensibile, dai Reapers ai nostri F-35, non troverà la sua strada verso la Russia e la Cina», ha aggiunto.

Il 9 novembre, Amnesty International ha chiesto agli Stati Uniti di abbandonare i piani di vendita dei droni aerei armati MQ-9B agli Emirati Arabi Uniti, dicendo che ci sono prove di morti civili come risultato del coinvolgimento di Abu Dhabi nella guerra saudita contro lo Yemen e la Libia.

Luigi Medici