EMIRATI ARABI UNITI. Nelle banche tradizionali sempre più finanza islamica

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Secondo il banchiere Nizar Alshubaily, la finanza islamica cresce di più al di fuori dei circuiti convenzionali di banca islamica. 

«I dati sono difficili da reperire, soprattutto quelli aggregati presentati nel formato giusto». Asserisce in un articolo Alshubaily che un’area di difficoltà per l’Islamic Banking è stata quella dei dati al di fuori delle stesse banche islamiche, come le società di leasing, le società commerciali, il Private Equity, i Family Office e altre entità non regolamentate.

In base ai pochi dati aggregati forniti dall’Islamic Financial Services Board in Malaysia (IFSB) confrontate da Nizar Alshubailycon con i dati forniti dalle stesse banche sull’Islamic Banking,  si riscontra che le “finestre islamiche” ovvero le attività bancarie islamiche, attraverso società non convenzionalmente banche islamiche, è in forte crescita. L’editorialista ha analizzato il periodo 2013 fino al 2016 utilizzando indicatori finanziari islamici prudenziali e strutturali (PSIFI) dell’IFSB. 

E così, per esempio, si registra che in Oman, la banca islamica registra un +44,36% mentre la finestra islamica raccoglie un 60,41%. In Indonesia, altro paese molto interessante per le attività di finanza islamica, si registra +12,12% per la banca islamica e per la finestra islamica un +18,23%. In Bangladesh, invece, la Banca islamica raccoglie il 16,40% e la finestra islamica un + 8,39%

Le conclusioni, in estrema sintesi, sono che l’Islamic Banking sembra crescere più rapidamente all’interno delle finestre islamiche delle banche convenzionali che non all’interno delle vere e proprie banche islamiche, il che in alcuni casi è avvenuto con un ampio margine.

Secondo Nizar Alshubaily, questo risultato potrebbe essere semplicemente dettato dal fatto che le banche convenzionali non islamiche sono più abituare a raccogliere dati ai fini statistici, e quindi sono più precisi. 

In secondo luogo, potrebbe essere che non si tratti in realtà di nuovi clienti della Banca convenzionale, ma di clienti esistenti a cui prima non erano offerti prodotti regolati in base alla finanza islamica. 

La terza ipotesi potrebbe essere semplicemente che queste Banche Convenzionali sono più competitive, e vendono a prezzi migliori, e offrono servizi migliori, che attirano più clienti, e questo dimostrerebbe una vera e propria crescita.

Ma ciò che ci dice comunque è che ci sono clienti all’interno delle Banche Convenzionali che sono sensibili alla Sharia, ma non tanto da passare a una banca islamica. Questo segmento è abbastanza soddisfatto di fare affari con una banca tradizionale, purché i prodotti siano Shariah-compliant. Sembrerebbe che ci siano molti di questi clienti, tanto da rappresentare un grave problema per le banche islamiche, che non sembrano essere in grado di attirarli.

E questo è potenzialmente un segmento target molto ampio per le banche islamiche. Un segmento con cui, chiaramente, le banche islamiche stanno fallendo. 

Graziella Giangiulio