EMIRATI ARABI UNITI. Dubai teme l’accerchiamento dei porti da parte Houthi

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Secondo fonti yemenite vicine agli Houthi, mercoledì 26 giugno, gli Emirati Arabi Uniti hanno mostrato sempre più maggiore preoccupazione visto che le operazioni yemenite si avvicinano ai loro porti.

I media degli Emirati hanno lanciato un attacco agli Stati Uniti, alla luce dell’espansione nelle operazioni di quei gruppi che hanno descritto come “Houthi”, sia in termini quantitativi che qualitativi, un fatto che rivela la caduta della forza di deterrenza americana nella regione.

Sky News Arabia, ha dedicato molto spazio alla discussione delle ripercussioni della recente operazione yemenita nei pressi dei suoi porti all’intersezione tra l’Oceano Indiano e il Mar Arabico.

Il canale ha indicato nella sua notizia che, nel momento in cui gli Houthi stanno decidendo di spostare le loro operazioni in aree vaste e remote al di fuori delle acque territoriali nell’est del paese, Washington ha deciso di ritirare la portaerei americana “Eisenhower”, sottolineando che la decisione di ritirare l’Eisenhower è stata causata dai continui attacchi contro di essa e non al contrario come la giustifica l’America.

Ha inoltre criticato il fallimento di Washington nello schieramento di un sostituto per la Eisenhower, suggerendo che la Roosevelt potrebbe proprio non schierarsi nel Mar Rosso alla luce del nuovo sviluppo delle operazioni yemenite, giunte fino all’Oceano Indiano, dove ha partecipato ad un addestramento intensivo per settimane. 

Il canale ha lasciato intendere che la recente operazione dello Yemen, che ha descritto come la più lontana dallo Yemen e la più vicina alle coste dei paesi del Golfo, potrebbe rappresentare un pericolo per i paesi che contano sulla protezione americana, riferendosi agli stessi Emirati, che ospitano le più importanti basi navali americane.

Negli ultimi giorni, lo Yemen ha intensificato le sue operazioni nel Mar Arabico e nell’Oceano Indiano prendendo di mira le navi israeliane nel momento in cui lasciavano i porti degli Emirati.

L’operazione effettuata dallo Yemen lunedì scorso contro la nave Stolt Sequoia, dopo aver lasciato i porti degli Emirati, ha suscitato un interesse globale senza precedenti, soprattutto alla luce dell’annuncio ufficiale da parte delle forze yemenite dell’entrata in servizio di un nuovo missile.

Gli Emirati Arabi Uniti sono il più importante alleato dell’occupazione nel Golfo e, dopo la decisione dello Yemen di vietare la navigazione israeliana nel Mar Rosso, hanno cercato di rompere il blocco con una linea terrestre alla quale partecipa l’Arabia Saudita.

Le operazioni yemenite a quel punto, situate lungo le più importanti rotte marittime degli Emirati, imporrebbero il blocco all’occupazione israeliana e ai suoi alleati del Golfo, dopo che i porti del Golfo sarebbero rimasti una destinazione alternativa per le navi israeliane.

Anna Lotti

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