
Il presidente salvadoregno Nayib Bukele ha annunciato giovedì 17 aprile scorso l’intenzione di raddoppiare la capienza del Centro di Confinamento Terroristico (Centro de Confinamiento del Terrorismo – Cecot), il più grande carcere dell’America Latina, che attualmente ospita oltre 15.000 detenuti, inclusi più di 200 migranti deportati dagli Stati Uniti.
Washington ha proceduto all’invio di numerose persone, citando minacce alla sicurezza pubblica, nonostante l’assenza di accuse penali a loro carico, secondo quanto riportato da multimedia americani e internazionali, riporta MercoPress.
L’ampliamento è stato reso noto durante una visita al Cecot il mese scorso dal Segretario per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, Kristi Noem. In prigione, Noem visitò un’area in cui erano detenuti alcuni dei venezuelani accusati di appartenere a una gang. Nell’edificio, gli uomini in maglietta bianca e pantaloncini la osservavano in silenzio dalle loro celle, senza emettere alcun suono. Quando Noem uscì dall’edificio, si udirono gli uomini gridare un coro incomprensibile.
Costruito nel 2023, il Cecot è stato criticato dalle organizzazioni per i diritti umani per le sue dure condizioni, tra cui la detenzione in isolamento e la mancanza di un giusto processo.
Le polemiche si sono intensificate dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha proposto di inviare al Cecot cittadini statunitensi condannati per crimini violenti, suggerendo scherzosamente che El Salvador avrebbe bisogno di “altre cinque carceri”.
“Non so quali siano le leggi, ma abbiamo anche criminali locali e vorrei includerli nel gruppo di persone che espelliamo da questo Paese”, ha detto Trump a Bukele alla Casa Bianca.
Il caso del salvadoregno Kilmar Abrego Garcia, erroneamente deportato e detenuto senza accuse, è arrivato alla Corte Suprema degli Stati Uniti, scatenando tensioni diplomatiche, con il senatore Chris Van Hollen che ne chiede il rilascio.
Bukele difende Cecot come elemento centrale della sua strategia anti-gang, mentre i critici sostengono che violi i diritti umani. L’espansione è in linea con le politiche di immigrazione statunitensi più restrittive e la crescente cooperazione in materia di sicurezza, sollevando preoccupazioni sulla normalizzazione delle detenzioni di massa senza controllo giudiziario.
Luigi Medici
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