Giornata bollente al Cairo

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EGITTO – Il Cairo 29/11/2013. Le autorità egiziane hanno incrementato le misure di sicurezza il 29 novembre in previsione della manifestazione dei sostenitori e degli oppositori del deposto presidente Mohamed Morsi.

Forze dell’esercito e della polizia hanno sigillato piazza Tahrir al Cairo con barricate e filo spinato nei punti di entrata dell’iconica piazza cairota. Veicoli blindati sono stati dispiegati nei pressi di piazza Rabaa al-Adawiya, sito del campo di protesta pro – Morsi, violentemente dispersa dalle forze di sicurezza a metà agosto, uccidendo centinaia di persone. Le misure di sicurezza sono state rafforzate anche nella città del canale di Suez, Ismailia e Porto Said. I gruppi giovanili protestano contro la nuova legge sulle manifestazioni di protesta, che rende necessario per gli organizzatori presentare una comunicazione scritta al ministero dell’Interno tre giorni prima della manifestazione e dei cortei. I sostenitori pro Morsi, hanno deciso di manifestare per segnare il trascorrere di 100 giorni dalla morte di 37 manifestanti pro-Morsi dopo l’arresto. Nel frattempo, il ministero dell’Interno ha promesso di affrontare con fermezza le proteste previste dei Fratelli Musulmani il 29 novembre, perché queste manifestazioni non sono state autorizzate dal ministero. «I rapporti delle forze di sicurezza hanno indicato che la Fratellanza Musulmana aveva invitato i suoi sostenitori di organizzare marce al Cairo e a Giza dopo la preghiera del venerdì, senza avvisare le stazioni di polizia o di ottenere le approvazioni di sicurezza», recita un comunicato del ministero emanato il 28 novembre. Il ministero deve «occuparsi di simili attività illegali e confrontarsi saldamente con loro, come indicato dalla legge», prosegue il comunicato. La nuova legge, secomndo l’agenzia Anadolu, che regola le proteste attribuisce il diritto di negare l’autorizzazione ai cortei se viene ravvisata una «minaccia per la sicurezza o la sicurezza pubblica» o se le condizioni di sicurezza risultassero «inadeguato». Secondo questa nuova legge, i trasgressori potranno essere multati o imprigionati, sanzioni che hanno provocato le ire di molti politici e attivisti egiziani secondo cui questa normativa limiti la libertà e dia alla polizia la capacità di bloccare le proteste popolari.