La Corte conferma la condanna a morte per i Fratelli Musulmani

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EGITTO – Il Cairo. 06/08/14. La Corte penale del Cairo, ha confermato la condanna a morte nei confronti di 12 attivisti del gruppo islamico bandito nel Paese, “la Fratellanza Musulmana”, accusati di aver ucciso un generale della polizia di un anno fa, fonte ITAR-TASS che cita i media locali.

Le incriminazioni e gli arresti sono stati fatti lo scorso anno nel mese di agosto e di settembre, quando, dopo la cacciata del presidente Mohammed Morsi e il rovesciamento del governo gli islamisti in Egitto si sono scontrati con le forze di polizia. Il 14 agosto nella periferia del Cairo, a Kerdase, c’è stato un attacco verso una stazione di polizia dopo la repressione delle manifestazioni nella capitale. Un gruppo di uomini bene armati ha sparato e ha lanciato granate e sparato con armi automatiche uccidendo 13 agenti di polizia, compreso il capo del dipartimento. In risposta a questa violenza vi è stata una speciale operazione che ha coinvolto le unità dell’esercito e del Ministero degli Affari Interni, che in settembre con veicoli blindati bloccati a Kerdase ha bloccato i ricercati. Durante questa operazione sono stati feriti 9 membri tra cui 5 ufficiali. Nell’operazione è morto un membro della sicurezza di Giza, il Generale Nabil Farrag. Gli attivisti di “fratellanza” sono stati condannati a morte il 18 giugno. Poi il verdetto, secondo la giurisprudenza dell’Egitto il caso è passato al Gran Mufti del paese, e la condanna definitiva è arrivata oggi. In particolare, gli imputati sono stati accusati di coinvolgimento in attività terroristiche, finanziamento del terrorismo, la violenza e l’omicidio. Altri dieci “fratelli” sono stati condannati all’ergastolo (in Egitto è equivalente a 25 anni di reclusione), uno è stato assolto. Nella riunione odierna hanno partecipato solo sette imputati. Cinque islamisti condannati a morte in contumacia, perché sono in fuga. Tutti hanno il diritto di appellarsi al verdetto.