EGITTO. Nuove tasse sull’acqua del Nilo per gli agricoltori

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Il parlamento egiziano sta considerando una legge che imponga tasse sull’acqua per l’irrigazione. Secondo la nuova legislazione, gli agricoltori del paese nordafricano dovranno pagare circa 250 sterline egiziane all’anno, cioè più di 1.250 sterline egiziane in cinque anni, per ottenere una licenza di esercizio.

L’Egitto sta aumentando i requisiti per lo sfruttamento delle sue risorse idriche, alla luce dei contrasti con l’Etiopia per la diga sul Nilo (Gerd). Il parlamento egiziano sta esaminando una nuova legislazione che impone tasse sull’acqua d’irrigazione nella terra dei faraoni. Il testo di 134 articoli mira a introdurre un sistema più efficiente di gestione delle risorse idriche in un paese che affronta uno stress idrico persistente, riporta Afrik 21.

La nuova legislazione contribuirà anche alla lotta contro l’inquinamento da acque reflue. Questi effluenti possono essere utilizzati per attività che consumano acqua come l’agricoltura o per la ricarica delle acque sotterranee, limitando così i deficit idrici causati dal cambiamento climatico.

La legge in esame stabilisce che ogni agricoltore egiziano che utilizza attrezzature per il pompaggio dell’acqua sul Nilo o su altri fiumi dovrà pagare allo stato egiziano più di 1.250 sterline egiziane per una licenza d’esercizio di cinque anni, rinnovabile, o circa 250 sterline egiziane all’anno. «L’articolo 38 non mira a vendere l’acqua d’irrigazione agli agricoltori, ma a razionalizzarne l’uso imponendo tasse sul funzionamento delle macchine giganti che pompano enormi quantità d’acqua per irrigare le grandi fattorie», dice il ministero dell’Irrigazione egiziano.

Secondo le autorità egiziane, l’1-2% degli agricoltori sono colpiti da questa misura: «Nel paese, la maggior parte dei piccoli proprietari terrieri usano piccoli canali di acqua sovvenzionata per irrigare le loro piantagioni», dice il Ministero.

Oltre a imporre tasse sull’acqua d’irrigazione e sul riutilizzo delle acque reflue, il governo egiziano punta sulla desalinizzazione dell’acqua di mare per rifornire la popolazione di acqua. Il paese sta affrontando una carenza di acqua dolce entro il 2025. Se il paese raggiungesse questo traguardo negativo, la sua produzione agricola diminuirà del 47% entro il 2060.

Tommaso Dal Passo