Egitto. Nessun dialogo con la violenza

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EGITTO – Il Cairo. Il blocco di opposizione politica egiziana chiede che il presidente Mohamed Morsi si dimetta dopo le continue proteste in tutto il paese, il giorno dopo che negli scontri al Cairo ci sono stati un morto e decine di feriti.

Secondo la dichiarazione di 2 febbraio del Fronte di Salvezza Nazionale riportata da Al Jazeera «il Fronte di salvezza appoggia completamente le proteste popolari e chiede alle forze attive del paese di rovesciare il regime autoritario e il controllo dei Fratelli Musulmani».

L’opposizione ha invitato gli egiziani a tenere proteste pacifiche e ha chiesto che Morsi venga processatoper «uccisioni e torture», escludendo il dialogo con la presidenza fino a quando il bagno di sangue non sia fermato e arrestati i responsabili, ha riferito l’emittente del Qatar.

Almeno una persona è stata uccisa e più di 50 feriti, tra cui cinque poliziotti, durante gli scontrii con i manifestanti fuori dal palazzo presidenziale della capitale, le sera del 1 febbraio. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni e i manifestanti hanno lanciato pietre.

Alcune riprese televisive di Al Hayat Tv, hanno mostrato la polizia in tenuta anti-sommossa mentre picchia un uomo semi nudo. Le autorità, il 2 febbraio, hanno detto che si rammaricano per il pestaggio, definendolo«un atto isolato».

Gli scontri sono avvenuti al termine di una settimana di violenza che ha lasciato sul campo decine di morti.

L’opposizione ha preso le distanze dalla violenza e ha invitato i manifestanti a dar prova di moderazione.

Sette mesi dopo la sua presidenza, Morsi, il primo presidente liberamente eletto in Egitto, dopo la rivoluzione che ha spodestato, due anni fa, Hosni Mubarak, si trova a difendersi dalle accuse di aver tradito le promesse fatte nelle sua campagna elettorale, consolidando il dominio dei Fratelli Musulmani e non riuscendo a diventare il leader di tutti gli egiziani.