EGITTO. Nasce la cooperazione di sicurezza tra Riyadh e il Cairo

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Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry e la sua controparte saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, hanno concordato di aumentare la cooperazione per mantenere la sicurezza e la stabilità regionale. «Abbiamo discusso le questioni della lotta al terrorismo, gli sviluppi in Libia, Sudan, Siria, Libano, Iraq e Yemen, e la questione nucleare iraniana e gli attuali colloqui in corso a Vienna”, ha detto Shoukry in una conferenza stampa congiunta dopo il loro incontro al Cairo il 16 dicembre.

«L’Egitto e l’Arabia Saudita hanno visioni condivise su come affrontare le molte sfide che riguardano la sicurezza nazionale di entrambi i paesi», ha aggiunto, salutando le “relazioni speciali” tra i due paesi a livello ufficiale e pubblico, riporta Xinhua.

Nel frattempo, il ministro degli esteri saudita ha convenuto che l’Arabia Saudita e l’Egitto godono di relazioni storiche e solide e di una stretta cooperazione in diversi campi, notando che le leadership dei due paesi hanno manifestato la volontà di portarle a livelli più ampi in tutti i campi.

Il principe Faisal ha detto che l’incontro ha affrontato diverse questioni di interesse reciproco, tra cui il rafforzamento del lavoro congiunto per mantenere la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente e in Africa.

L’Egitto e l’Arabia Saudita sostengono il governo del presidente yemenita in esilio Abd-Rabbu Mansour Hadi e rifiutano l’attuale controllo degli Houthi su vaste zone dello Yemen, compresa la capitale Sanaa.

Si ricorda che una coalizione a guida saudita è intervenuta nel conflitto yemenita nel 2015 per sostenere il governo di Hadi, lanciando regolari attacchi aerei su obiettivi militari Houthi, mentre gli Houthi hanno risposto con attacchi di droni e missili contro le città saudite di confine.

«Abbiamo discusso l’iniziativa saudita per porre fine alla crisi yemenita e raggiungere una soluzione politica globale, così come le sfide politiche e di sicurezza della regione araba», ha aggiunto poi il ministro saudita.

Maddalena Ingroia