EGITTO. L’Oleodotto israelo-emiratino minaccia il Canale di Suez

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Il capo dell’Autorità del Canale di Suez egiziano, Osama Rabie, ha espresso il 29 gennaio la preoccupazione del suo paese per il progetto dell’oleodotto Eilat-Ashkelon tra gli Emirati Arabi Uniti e Israele. Il progetto permetterà a Israele di trasportare il petrolio emiratino al suo porto di Ashkelon e da lì ai mercati europei. 

In una intervista alla televisione egiziana Sada el-Balad, Rabie ha detto che l’Egitto sta seguendo da vicino il progetto, dato il suo impatto diretto sulle navi che passano attraverso il canale di Suez. Ha notato che qualsiasi progetto di trasporto marittimo parallelo al canale di Suez avrà un impatto significativo sul traffico marittimo che passa attraverso il canale: «L’Autorità sta attualmente conducendo degli studi per discutere i modi per affrontare il progetto Israele-Eau, che potrebbe diminuire il traffico attraverso il canale di Suez fino al 16%», ha detto Rabie. 

«L’Egitto ha stipulato una partnership con la Cina nel trasporto marittimo sulla Via della Seta, che consiste in tre linee terrestri, aeree e marittime. Le navi che passano sulla Via della Seta passeranno attraverso il Canale di Suez. Questo partenariato», ha poi aggiunto, frenerebbe l’effetto dell’Ashkelon», riporta Al Monitor

L’Egitto dipende fortemente dalle entrate del canale di Suez), una delle più importanti fonti di valuta estera. Nel tentativo di calmare l’opinione pubblica egiziana dopo le dichiarazioni di Rabie, l’Autorità, in un comunicato, ha detto che gli studi analitici redatti dalla sua unità economica non hanno trovato alcun impatto effettivo dal funzionamento dell’oleodotto Eilat-Ashkelon sul traffico di navigazione che passa attraverso il canale.

Il 20 ottobre 2020, la società statale israeliana Europe Asia Pipeline, Eapc, e la Med-Red Land Bridge con sede negli Emirati Arabi Uniti hanno firmato un memorandum d’intesa per utilizzare l’oleodotto Eilat-Ashkelon che collega la città di Eilat sul Mar Rosso ad Ashkelon nel Mediterraneo per il trasporto di petrolio emiratino in Europa. 

Le due compagnie stanno pianificando di usare una via terrestre, per trasportare il petrolio del costo di 700-800 milioni di dollari, che «risparmierebbe tempo, carburante e costi rispetto all’attraversamento del canale di Suez, per trasportare il petrolio avanti e indietro tra altri paesi», ha dichiarato l’Eapc. La compagnia israeliana ha detto dopo la firma che l’accordo «probabilmente aumenterà le quantità trasferite di decine di milioni di tonnellate all’anno».

Eapc ha aggiunto che l’accordo «offre ai produttori e ai raffinatori di petrolio la via più breve, efficiente e conveniente per trasportare il petrolio e i prodotti petroliferi dal Golfo Arabico ai centri di consumo in Occidente, e fornisce l’accesso ai consumatori dell’Estremo Oriente al petrolio prodotto nelle regioni del Mediterraneo e del Mar Nero».

Secondo Foreign Policy, «Il vantaggio dell’oleodotto rispetto a Suez è la capacità dei terminali di Ashkelon e Eilat di ospitare le superpetroliere giganti che dominano il trasporto del petrolio oggi, ma sono troppo grandi per passare attraverso il canale».

Graziella Giangiulio