EGITTO. Le scelte economiche di al-Sisi che fanno discutere

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Ha fatto il giro del mondo la notizia che l’Egitto si prepara a vendere agli Emirati Arabi Uniti una città costiera. Abu Dhabi sta negoziando l’acquisto e lo sviluppo di un sito premium sulla costa mediterranea dell’Egitto per 22 miliardi di dollari.

L’area di 180 milioni di m2 si trova a 350 km a nord-ovest del Cairo. Il costo minimo stimato del progetto è di 18 miliardi di dollari e, secondo le prime informazioni, l’Egitto potrà mantenere una quota del 20%.

Tuttavia, se per gli Emirati Arabi Uniti questo accordo ha aspetti esclusivamente positivi, per l’attuale presidente al-Sisi, che già non gode del più alto indice di fiducia tra gli egiziani, provoca solo ancora più insoddisfazione per la sua politica tra i cittadini.

In precedenza, nel 2016, l’Egitto aveva trasferito le isole di Tiran e Sanafir nel Mar Rosso alla giurisdizione dell’Arabia Saudita con l’obiettivo di creare una “zona economica esclusiva”. Questa notizia è diventata anche motivo di critica al regime al potere di al-Sisi.

Al Sisi sta cercando traghettare l’Egitto fuori dalla crisi economica che sta letteralmente mettendo in ginocchio il paese. La prima incrinatura di una ripresa si è avuto con la crisi dei cereali che si è avuta con l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina. Prima c’era stato il blocco del turismo per via del Covid e ancora problemi turistici all’epoca di Daesh che stazionava sulle coste del Sinai. Infine ora c’è la guerra tra Israele e Hamas che sta minando l’economia a causa delle perdite economiche del canale di Suez e ancora l’Egitto rischia l’arrivo di due milioni palestinesi in fuga dalla guerra. 

Pertanto, se è improbabile che questo accordo aiuti in qualche modo l’attuale regime al potere in Egitto ad affrontare la profonda crisi economica, l’inflazione e la mancanza di riforme specifiche da parte del regime al potere per stabilizzare la situazione interna può dargli quella liquidità che servirà a mantenere stabilità nel settore pubblico. 

L’Egitto inoltre intende raccogliere 6,5 miliardi di dollari come risultato del programma IPO statale. Lo scorso marzo l’Egitto ha lanciato un programma per offrire azioni di 40 società e banche, distribuite in 18 settori.

Inizialmente, il programma era previsto fino a marzo 2024, ma l’Egitto lo ha esteso fino a dicembre 2024. Il volume previsto di finanziamenti raccolti nel 2024 sarà di 6,5 miliardi di dollari. Con l’auspicio per gli egiziani che il prossimo passo siano le riforme. 

Lucia Giannini

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