EGITTO. Il Cairo annuncia nuove scoperte archeologiche per rivitalizzare il turismo

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Il ministero egiziano del Turismo e delle Antichità ha annunciato la scorsa settimana che un certo numero di edifici in mattoni di fango risalenti al quarto e settimo secolo d.C. sono stati scoperti da una missione norvegese-francese che lavora nell’oasi di Bahariya. Gli edifici, alcuni dei quali erano fatti di basalto e scolpiti nelle rocce, comprendevano sei parti tra cui “tre chiese e celle di monaci”, riporta Egyptian Streets. Il dottor Osama Talaat, capo del centro di antichità islamiche, copte ed ebraiche del Consiglio Supremo delle Antichità ha detto che ci sono iscrizioni copte incise nei muri.

Secondo il capo della missione, il dottor Victor Ghica, scritti religiosi della Bibbia in greco si trovano anche sulle pareti delle stanze adiacenti a una delle chiese, rivelando la «natura della vita monastica nella regione». Ghica ha anche riferito la scoperta di “ostraca”, cioè pezzi di ceramica con iscrizioni greche, risalenti al quinto e sesto secolo dopo Cristo.

Il Ministero egiziano ha affermato che il sito è di grande importanza, in quanto aiuta a capire «la formazione delle prime congregazioni monastiche in Egitto in questa regione».

La scoperta arriva poco più di un mese dopo l’annuncio dello stesso ministero del ritrovamento della «più antica fabbrica di birra del mondo» nell’antica città di Abydos, situata vicino a Sohag, e risalente al tempo del re Narmer del Primo Periodo Dinastico (3150 a.C.-2613 a.C.).

La missione franco-norvegese ha portato alla luce «diversi edifici fatti di basalto, altri scolpiti nella roccia e alcuni fatti di mattoni di fango», durante la sua terza campagna di scavi nel sito di Tal Ganoub Qasr al-Agouz nell’Oasi di Bahariya. Il complesso è composto da «sei settori che contengono le rovine di tre chiese e celle di monaci (…) le cui pareti portano graffiti e simboli con connotazioni copte», ha detto Osama Talaat, capo delle Antichità islamiche, copte ed ebraiche al ministero. Il capo della missione Victor Ghica ha detto che già «19 strutture e una chiesa scavata nella roccia sono state scoperte l’anno scorso».

Il sito remoto, riporta Times of Israel, situato nel deserto a sud-ovest del Cairo, è stato occupato dal quarto all’ottavo secolo, con un probabile picco di attività intorno al quinto e sesto secolo, secondo l’Istituto Francese di Archeologia Orientale, responsabile della missione. Gli scavi precedenti intrapresi nel 2009 e nel 2013 hanno fatto luce su argomenti come “la produzione e la conservazione del vino e l’allevamento di animali” in un contesto monastico.

Il Cairo ha annunciato diverse nuove importanti scoperte archeologiche negli ultimi mesi con la speranza di stimolare il turismo, un settore che ha subito molteplici colpi, dalla rivolta del 2011 alla pandemia del coronavirus. Sempre il mese scorso, una missione archeologica egiziano-dominicana che lavora vicino ad Alessandria ha detto di aver scoperto mummie di circa 2.000 anni fa con amuleti dalla lingua d’oro. A gennaio, l’Egitto ha svelato antichi tesori trovati nel sito archeologico di Saqqara a sud del Cairo, tra cui sarcofagi di oltre 3.000 anni.

Maddalena Ingroia