Egitto e Tunisia come il teorema di Pitagora

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EGITTO – Il Cairo 02/07/13. Contrastanti le notizie che vengono dall’Egitto, di certo c’è che alle 14 :03 il giornale www.alwfd.org ha battuto la notizia che il consiglio militare ha tenuto una riunione di emergenza ora guidato da Abdel Fattah al-Sisi, ministro della Difesa. Come a dire che le Forze armate si preparano per il colpo di Stato. Nonostante questo, il Presidente Morsi ha detto che non se ne vuole andare anzi ha minacciato di licenziare il Ministro per la Difesa. 

 

Mentre il Fronte di Salvezza Nazionale (FIS) ha confermato proprio oggi,  che l’esercito non supporterà il “colpo di stato”, sottolineando che il termine delle 48 ore stabilito dall’esercito del presidente Mohamed Morsi non significa che questo vuole giocare un ruolo politico.

Nel comunicato stampa in cui l’esercito ha dato l’ultimatum al governo si legge:  «L’esercito non sarà parte del contesto politico nel paese, e non accetterà di rinunciare al suo ruolo determinato dal “genuino pensiero democratico” dal popolo egiziano;

– Lo Stato di sicurezza nazionale è esposto a un grave pericolo a causa dei recenti sviluppi nel paese, una situazione di cui ha la responsabilità ciascuno di noi, per non aver fatto nulla, nella sua posizione, per respingere tale pericolo;

– Le Forze Armate hanno sentito presto il pericolo della situazione attuale, che è dentro le affermazioni del grande popolo d’Egitto, e per questo hanno fissato il termine di una settimana per tutti i partiti politici per accettare o lasciare nella crisi attuale. Il termine è passato senza alcuna iniziativa o atto sia stata fatta, una situazione che ha fatto uscire con piena determinazione e liberamente la gente in strada, in un modo che ha attirato l’attenzione e l’ammirazione di tutto l’Egitto, del Medio Oriente e del mondo.

– Perdere altro tempo non farà che aumentare la divisione e la lotta su cui abbiamo messo in guardia e continuaremo a farlo»

In una dichiarazione di oggi il FIS ha dichiarato: «Noi non sosteniamo alcun colpo di Stato militare», aggiungendo: «Siamo fiduciosi nella dichiarazione dell’esercito, che sottolinea la mancanza di volontà di interferire nella politica».

La dichiarazione ha aggiunto che: «il FIS, da quando è stato costituito, nasce per costruire uno stato civile, moderno e una democrazia in cui tutti gli schieramenti politici, tra cui i partiti islamici, possano entrare a far parte di un nuovo governo. Sostiene che l’esercito, sin dall’inizio, ha annunciato che non intende interferire nella politica o giocare qualsiasi ruolo politico».  Il FIS ha anche condannato gli atti di violenza e gli attacchi sul quartier generale dei Fratelli Musulmani e del Partito Libertà e Giustizia, braccio politico del gruppo.

In tutto questo caos, la borsa egiziana sta registrando volumi di scambi elevati. Luxor ha proclamato la sua indipendenza dal governo Morsi.

Nel frattempo è in fermento anche la Tunisia alle prese con la riforma costituzionale.  Una costituzione che non piace agli oppositori di Ennahda i quali sostengo che proprio tale riforma consentirebbe al partito vicino alla Fratellanza Musulmana di aggirare la legge.  I membri dell’opposizione laica dal primo luglio hanno denunciato in un comunicato «la truffa che ha caratterizzato il lavoro dei comitati costituenti».