EGITTO e ARABIA SAUDITA si rivolgono ai mediatori per fermare gli Houthi

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L’attacco israeliano del 20 luglio a Hodeidah ha portato la tensione da alta a altissima in tutta la regione mediorientale. In modo particolare a tremare Arabia Saudita e Egitto. E proprio questi due paesi sono ricorsi ai mediatori. A quanto pare la diplomazia funziona meglio se c’è un terzo che aiuta a decidere. 

La diplomazia cinese si è occupata delle grane di Riad. In un post yemenita si legge: “La Cina continua gli sforzi di mediazione tra Riad e Sanaa per calmare la tensione tra le due capitali, in un contesto di escalation economica che minaccia lo scoppio di uno scontro armato. Riyadh aveva chiesto a Pechino di svolgere un ruolo di mediazione con Sanaa dopo che il leader di Ansar Allah Abdul-Malik al-Houthi aveva minacciato di colpire banche, aeroporti e porti sauditi in risposta alle decisioni di escalation economica”.

Già prima dell’attacco a Hodeidah quando la situazione è crollata perché Sanaa ha accusato Riad di aver ceduto lo spazio aereo per gli attacchi. Riad ha negato. 

“Sebbene Riyadh abbia informato Sanaa di congelare le decisioni contro le banche di Sanaa, quest’ultima ha chiesto che le decisioni fossero annullate e non congelate”. Fonti informate hanno riferito che gli sforzi di mediazione cinesi si stanno coordinando con l’inviato delle Nazioni Unite in Yemen, Hans Grundberg, per quanto riguarda l’avvio di nuovi negoziati sul dossier economico.

In questo contesto, l’agenzia Saba, che trasmette da Riyadh, ha riferito che il presidente del Consiglio della leadership presidenziale, Rashad Al-Alimi, ha ascoltato un briefing da parte dell’incaricato d’affari dell’ambasciata cinese nello Yemen, “Shao Zheng”, sulle decisioni di Pechino sforzi “buoni” per portare pace e stabilità nella regione.

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi invoca la “mediazione omanita” per fermare la “risposta yemenita”. A parlarne il quotidiano libanese Al-Akhbar che ha riferito che il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha chiesto al sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq, di mediare con “Sanaa” per fermare la sua escalation transfrontaliera verso Israele.

Il quotidiano riferisce che Al-Sisi, in una telefonata con il Sultano dell’Oman, ha avvertito che “l’esagerazione” nello svolgimento di operazioni dal territorio yemenita contro obiettivi nei territori occupati porterebbe ad un’esplosione della situazione nella regione. e spingere verso una maggiore tensione a livello regionale.

Il giornale ha indicato che l’appello di Sisi ha discusso di ciò che il sultano Haitham bin Tariq potrebbe fare con le parti in Iran e Yemen per fermare l’escalation, mentre il presidente egiziano, da parte sua, si è impegnato ad accelerare il corso degli sforzi diplomatici per fermare l’aggressione israeliana sul territorio della Striscia di Gaza.

Ha detto che il presidente Sisi ha anche sottolineato che l’escalation non sarebbe nell’interesse di nessun partito. Ha inoltre sottolineato la necessità di agire a livello regionale con le parti internazionali per calmare la situazione, “non solo perché le conseguenze dell’escalation saranno disastrose sull’attività economica, ma perché non sarà facile contenerne gli effetti, oltre ai gravi danni che arrecherà. I paesi della regione soffriranno a causa di una guerra come questa”.

Il giornale cita fonti militari egiziane che affermano che vi è piena allerta militare a livello di tutte le unità di stanza al confine per monitorare lo spazio aereo egiziano, con le difese aeree dirette ad abbattere qualsiasi “oggetto straniero” che entri nel confine egiziano, in mezzo teme che il traffico dell’aviazione civile venga influenzato dalle operazioni effettuate dalle terre yemenite verso Israele.

Luigi Medici

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