ECUADOR. Noboa estende il coprifuoco: la guerra continua

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Lunedì scorso il presidente ecuadoriano Daniel Noboa ha annunciato un’estensione di 30 giorni del coprifuoco dalle 23:00 alle 5:00, decretata l’8 gennaio, quando un’ondata di violenza è esplosa a livello nazionale mentre noti detenuti appartenenti ai cartelli della droga sono fuggiti scatenando disordini in diversi istituti penitenziari e altri attacchi da bande di narcotrafficanti che hanno provocato oltre 2.000 arresti.

In un’intervista televisiva Noboa ha spiegato che la portata della misura, che varierà da una provincia all’altra, verrà dettagliata a breve. Secondo il presidente, la sua decisione comporterà la riattivazione dell’economia, in particolare quella del turismo e delle piccole e medie imprese. “Non possiamo nemmeno permettere che questi gruppi narcoterroristici distruggano il nostro modo di vivere e il nostro lavoro quotidiano”, ha affermato Noboa ripreso da MercoPress.

Il capo dello Stato ha insistito sul fatto che il suo governo sta vincendo la guerra contro la criminalità organizzata dopo che il leader della banda Los Choneros, Adolfo Macías, alias Fito, è evaso dal carcere mentre stava per essere trasferito in un carcere di massima sicurezza. Aveva trasferito la moglie, i figli e altri membri della famiglia in un esclusivo country club nella provincia argentina di Córdoba, ma tutti sono stati deportati in Ecuador. Fito è ancora latitante.

«Stiamo assestando forti colpi a questi gruppi narco-terroristici», ha detto Noboa citato dai media locali e dalla social sfera. «Non possiamo riposarci e non possiamo credere che tutto questo sia stato risolto in due settimane. Dobbiamo continuare a lottare», ha aggiunto.

Secondo i dati ufficiali, almeno 2.763 persone sono state arrestate durante le prime due settimane dopo che il governo ha dichiarato un “conflitto armato interno” contro la criminalità organizzata, con 158 di loro detenute per presunto terrorismo. Secondo il governo ecuadoriano, grazie all’azione intrapresa, la media giornaliera delle morti violente è scesa da 28 a 6.

Noboa, 36 anni, ha anche affermato di ritenere che l’Ufficio carcerario del paese, Snai, dovrebbe essere riformato “completamente” mentre dovrebbe esserci una “presenza permanente dei militari” nel sistema penitenziario. Ha anche sottolineato l’importanza di non esitare in questo “momento storico in cui il Paese è a un passo dal sfuggire alle nostre mani”.

«Avevamo tutto contro di noi, ma stiamo vincendo questa battaglia», ha detto anche Noboa. Ha parlato anche di un “nemico comune” che intende “indebolirci come nazione”.

«La polizia e le forze armate hanno dimostrato di essere all’altezza di queste sfide», ha anche osservato, accusando la “politica tradizionale” di chiudere un occhio su questi problemi. Il Presidente si è inoltre impegnato a non riposare finché tutto il personale di polizia e militare non sarà adeguatamente equipaggiato e pienamente protetto. «Ora spetta all’Assemblea nazionale dare loro il sostegno finanziario», ha insistito Noboa difendendo il suo disegno di legge che prevede l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto dal 12% al 15%. «Peccato che ci siano politici che non capiscono il messaggio e l’urgenza. Preferiscono la retorica. Parlano. Noi agiamo», ha sottolineato.

Lucia Giannini

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