ECUADOR. Incontro Noboa Kast su emergenza migranti venezuelani 

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Dopo un vertice ad alto livello tenutosi martedì scorso al Palazzo Carondelet di Quito, il presidente eletto cileno José Antonio Kast e il presidente ecuadoriano Daniel Noboa hanno mostrato un fronte unito sulla crisi migratoria sudamericana. Entrambi i leader hanno discusso la proposta di Kast di istituire un “corridoio umanitario” per facilitare il ritorno dei migranti venezuelani irregolari nel loro Paese d’origine. 

In una conferenza stampa successiva all’incontro, Kast ha illustrato dettagliatamente il suo piano per coordinare gli sforzi con Argentina, Perù, Ecuador, Bolivia e Colombia per creare una via di transito sicura per i migranti che attualmente risiedono illegalmente nel Cono Sud e nelle regioni andine, riporta MarcoPress.

“Quello che abbiamo proposto in questo tour è vedere come si possa creare un corridoio umanitario per le persone che si trovano illegalmente in Cile, Perù ed Ecuador, in modo che possano tornare in patria”, ha dichiarato Kast.

Ha anche invitato il governo di Nicolás Maduro ad “aprire le sue frontiere in modo che coloro che desiderano tornare possano farlo”. Sebbene Kast non abbia menzionato esplicitamente la risposta di Noboa, ha osservato che entrambi i leader condividono lo “stesso sentimento” nei confronti del governo venezuelano, che ha definito una dittatura sotto un “governante illegittimo”.

Oltre all’immigrazione, Kast e Noboa si sono concentrati molto sull’ascesa della criminalità organizzata transnazionale, esaminando i meccanismi per condividere intelligence e risorse contro le organizzazioni criminali regionali. “La sicurezza ci darà la libertà e la libertà proteggerà le nostre democrazie”, ha osservato Kast.

La presidenza ecuadoriana ha confermato che l’agenda toccava anche l’ordine fiscale, la riduzione dell’inflazione e la progettazione delle politiche pubbliche. Durante il suo viaggio, Kast ha anche incontrato investitori portuali e immobiliari locali, a dimostrazione dell’attenzione rivolta alla crescita del settore privato.

Si è trattato del secondo viaggio internazionale di Kast dalla sua vittoria elettorale del 14 dicembre, dopo un incontro con il presidente argentino Javier Milei a Buenos Aires. L’itinerario evidenzia un chiaro cambiamento strategico per la nuova amministrazione cilena. Kast ha osservato che, sebbene Gabriel Boric Font rimanga presidente in carica fino all’11 marzo 2026, stava “anticipando e portando avanti il ​​lavoro” per stabilire legami con gli alleati ideologici. Il mese prossimo, Kast dovrebbe recarsi a Lima per colloqui con il presidente José Jerí.

Inoltre, Kast ha esortato il presidente colombiano Gustavo Petro a “comprendere la crisi umanitaria” e a intercedere presso Caracas, riconoscendo che la cooperazione della Colombia è geograficamente essenziale per qualsiasi corridoio terrestre.

Interrogato sulle attuali manovre militari statunitensi nei Caraibi, Kast ha rifiutato di criticare Washington, affermando che non spettava al Cile commentare un altro paese colpito dagli “effetti negativi generati dal governo dittatoriale del Venezuela”.

Lucia Giannini

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