Zero Fame nell’Ecowas

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GHANA – Accra 24/02/2014. L’Ecowas, la Fao e altri partner, lanceranno la West Africa Zero Hunger Initiative tesa all’eliminazione della fame nella regione e all’adozione di un nuovo approccio per la governance di prodotti agricoli, problemi alimentari e nutrizione nell’Africa occidentale, durante un workshop nella capitale ghanese.

Il workshop, tra il 24 e il 26 febbraio, intende creare la comprensione comune della natura dell’iniziativa orientata a rafforzare strategie e programmi volti a eliminare l’insicurezza alimentare e la malnutrizione nei paesi membri dell’Ecowas. L’iniziativa rientra nella visione del Segretario generale dell’Onu per un futuro in cui nessuna persona soffra la fame, in cui la priorità verrà data alla agricoltura familiare e a sistemi alimentari sostenibili e resilienti. Nonostante il tasso di crescita della popolazione rapida nella regione tra il 1990 e il 2013 , il livello di denutrizione è sceso da 45 milioni di persone, registrato tra il 1990 e il 1992, a circa 34,5 milioni tra il 2011 e il 2013: si tratta di un eclatante calo dal 24 all’11 per cento tra il 1991 e 2012. Si tratta da un dato che sottintende un fatto: l’Africa Occidentale ha raggiunto l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare la proporzione delle persone che soffrono la fame entro il 2015, con sei stati (Benin, Ghana, Mali, Niger, Nigeria e Togo) cha hanno già raggiunto l’obiettivo. La strategia iniziale per l’iniziativa è stata preparata dopo una serie di consultazioni tra Ecowas e Fao: le presentazioni al workshop includeranno analisi della situazione e mappatura delle principali iniziative della regione per la sicurezza alimentare e la nutrizione; la programmazione nel tema della sanità, dell’agricoltura, della protezione sociale e delle conquiste attesi dell’iniziativa nel breve e lungo termine. Ecowas e Fao ritengono che muoversi verso “fame a zero nell’Africa occidentale” è un impegno politico coraggioso che deve essere mantenuto per almeno tre decenni con un impegno politico traducibile in un aumento degli stanziamenti di bilancio per le attività legate alla sicurezza alimentare e nutrizionale e nell’aumento degli investimenti privati, ad esempio, ​​rispettando i principii di complementarità e sussidiarietà.