Condannati militari della Liberia

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LIBERIA – Monrovia 11711/2014. Il capo delle forze armate della Liberia ha detto che le nuove forze armate del paese sono al servizio del popolo e non una forza che lo opprime violando i diritti umani.

Il generale di brigata Daniel Ziakhan ha fatto queste dichiarazioni mentre veniva pronunciato il verdetto di colpevolezza per cinque militari coinvolti negli omicidi avvenuti ad agosto nel sobborgo disonorai di West Point. I soldati aprirono il fuoco e usarono gas lacrimogeni sui residenti che cercavano di bloccare l’evacuazione del commissario di zona durante la quarantena causata dall’Ebola. Un ragazzo di 16 anni, fu ucciso e molti altri furono feriti. Una corte marziale ha dichiarato colpevole il comandante del plotone incaricato dell’evacuazione, il tenente Louis Quaye, e altri quattro soldati. Ziakhan ha detto che la punizione per il tenente sarà la degradazione, la perdita di due terzi dello stipendio per Quaye e tre mesi di detenzione, mentre per i quattro soldati sarà determinata in base alla gravità dei crimini commessi, non meno però di una degradazione, 30 giorni di detenzione e richiami formali, in linea con il Codice di giustizia militare del paese. Parte dell’opinione pubblica liberiana crede che i soldati siano solo i capri espiatori per l’incompetenza diffusa dei militari e della loro indisciplina. Il generale Ziakhan ha detto che la pena è commisurata al crimine citando il caso di Abu Ghraib del 2004; ha poi aggiunto che occorre dare l’esempio per rassicurare anche i paesi estrusiva affidabilità dell’esercito liberiano impegnato in diverse missioni di peacekeeping.