DRONI. Il filo rosso che lega Alpi, Mars e Wuxi in Cina

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Mars, una società registrata a Hong Kong, presumibilmente controllata dal governo cinese, aveva acquisito nel 2018 il produttore italiano di droni militari Alpi Aviation Srl. Adesso però il il Wall Street Journal (WSJ) riporta che l’acquisizione, che apparentemente violava le leggi italiane sugli armamenti, sarebbe sfuggita all’attenzione dell’Unione Europea e delle autorità di vigilanza sugli investimenti esteri del governo italiano.

Secondo alcuni resoconti di BBC e Reuters pubblicati nel settembre 2021, la polizia italiana per i crimini finanziari, la Guardia di Finanza cioè, ha iniziato quest’anno a indagare sull’acquisizione del 2018. Sei persone sono sotto indagine per aver violato le regole del “golden power” italiano che vietano o limitano la vendita di asset strategici a investitori stranieri e coprono la vendita di difesa e sicurezza nazionale, e anche di infrastrutture.

Alpi è infatti soggetta a controlli speciali, perché rifornisce anche l’esercito italiano

La società con Mars Information Technology Co. Ltd è stata registrata nel maggio 2018, due mesi prima di aver pagato 4 milioni di euro per una quota del 75% in Alpi Aviation, che fornisce droni alle forze armate italiane. Mars ha poi investito ulteriori 1,5 milioni di euro, secondo quanto riportato dal WSJ.

Tuttavia, le autorità italiane non solo sostengono che si tratta di un pagamento eccessivo rispetto al reale valore della quota di 45.000 euro, ma che l’unico scopo dell’acquisizione era quello di “acquisire know-how tecnologico e produttivo” di Alpi, al fine di trasferire la tecnologia e spostare la base produttiva a Wuxi in Cina.

Inoltre, secondo i media, le autorità italiane hanno affermato che Mars era essa stessa una copertura per due società statali cinesi: la China Railway Rolling Stock Corporation e la società di investimento China Corporate United Investment Holding con sede a Wuxi, location che ospita la ricerca sull’intelligenza artificiale cinese.

Nel corso degli anni, la Cina ha investito molto sulla tecnologia militare e la guerra con i droni è un’area di interesse chiave.

Il Dragone è stato più volte accusato di prosperare con il reverse engineering, lo spionaggio e il furto per ottenere l’accesso alla tecnologia militare oltre alla propria ricerca.

Salvatore Nicoletta