DOMINO EVERGRANDE. Cadono i primi pezzi del Domino

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Il gruppo cinese Evergrande il 13 gennaio ha ottenuto l’approvazione dagli obbligazionisti onshore di ritardare i pagamenti su una delle sue obbligazioni, mentre altri sviluppatori con problemi di liquidità hanno cercato di negoziare nuovi termini con i creditori per evitare insolvenze.

Con più di 300 miliardi di dollari di passività, il gigante del settore Evergrande stava cercando più tempo per i pagamenti delle cedole e dei rimborsi delle obbligazioni per evitare un default tecnico che avrebbe complicato la sua ristrutturazione politicamente sensibile. Il termine per votare il ritardo di sei mesi sui pagamenti dell’obbligazione da 4,5 miliardi di yuan, al gennaio 2023, è scaduto proprio il 13 gennaio. I termini dell’obbligazione davano ai detentori il diritto di rivenderla anticipatamente all’emittente l’8 gennaio.

In una dichiarazione, l’unità principale dello sviluppatore Hengda Real Estate Group ha detto di aver raggiunto un accordo con gli obbligazionisti per ritardare i pagamenti. Di coloro che hanno votato, il 72,3% ha approvato la proposta di estendere il rimborso e i pagamenti delle cedole, e il trading del bond, sospeso dal 6 gennaio, riprenderà lunedì prossimo, riporta AF.

Diversa sorte per il gruppo Shimao.

Shimao, con sede a Shanghai, terrà incontri online con i creditori di due titoli ABS lunedì 17 gennaio, per votare sulle proposte di proroga dei pagamenti.

I due prodotti ABS onshore, del valore di 1,17 miliardi di yuan in totale, devono maturare alla fine di questo mese, e Shimao sta cercando di estendere le scadenze di pagamento alla fine del 2022, pur effettuando alcuni pagamenti a tranches prima della nuova scadenza. Shimao la scorsa settimana ha detto di aver bucato il pagamento di un prestito fiduciario di 101 milioni di dollari. S&P, che ha declassato l’azienda di nuovo a “B-” ha detto che ha ritirato il rating su richiesta dell’azienda. La sussidiaria di Shimao, Shanghai Shimao, ha confermato di aver trasferito i fondi per ripagare la sua obbligazione del 4,65% di yuan con un capitale residuo di 1,9 miliardi di yuan in scadenza sabato prossimo. L’azienda non ha ancora detto nulla sul pagamento di una cedola offshore del valore di 28 milioni di dollari dovuta lo stesso giorno. Shimao ha un’altra cedola offshore di 13 milioni di dollari dovuta domenica e una cedola onshore di 22,5 milioni di yuan dovuta mercoledì prossimo.

Simile situazione per Yuzhou, fondata nella città costiera orientale di Xiamen, che ha annunciato un’offerta di scambio per due delle sue obbligazioni in dollari del 2022 in scadenza a fine mese, per un valore totale di 582 milioni di dollari, per estendere le scadenze di un anno ed evitare il default.

Nomura stima che la crisi di liquidità del settore potrebbe intensificarsi con le imprese che hanno bisogno di soddisfare scadenze onshore e offshore per un totale di circa 210 miliardi di yuan ciascuna nel primo e secondo trimestre, dai 191 miliardi di yuan nel quarto trimestre del 2021.

Antonio Albanese